Gaetano Valerj 

(1760 - 1822)

12 Suonate per Organo, op. 1
Edizione su 2 pentagrammi conforme alla stampa del 1805
A cura di / Edited by Machella Maurizio
 
Pp. 40
N. Cat. AMM 197

€ 20,00

Sample Page
Midi File
Altre composizioni per ORGANO
Introduzione alla pubblicazione 

COLLANA  AMM

INTRODUZIONE ALLA PUBBLICAZIONE

Questa raccolta di Sonate fu pubblicata in vita da Gaetano Valerj ed è certamente la sua opera più conosciuta.

La particolarità della presente edizione è quella di basarsi sulla stampa del 1805 e di presentare le sonate su 2 pentagrammi come nell'originale e non su tre come è stato fatto da altri editori.

 

[Da: N.Pietrucci "Biografie di Artisti Padovani" (Padova 1858)]

«Valerj (Gaetano) sorse alla vita nel 21 settembre 1760, e libero appena dalle scolastiche pastoje fu
affidato dal padre al chiaro maestro Bertoni detto Turini organista in S. Giustina, perché lo iniziasse nei divini misteri di Euterpe. Pareva dapprima che il nostro Gaetano, più disposto alla pittura che alla musica, amasse meglio la matita e il pennello, che il cembalo e le crome; sennonché l’egregio precettore che avea scorto nel giovine un’anima estremamente melodica, ed un ingegno irrequieto ed impaziente, operò per guisa che svegliatasi in lui una somma inclinazione per quello studio, non andò guari che compiuto il suo tirocinio trovavasi al caso di comunicare ad altri le proprie dottrine. 

Ancor fresco d’età gli si allogava l’organo della nostra chiesa del Carmine, poi l’altro di S. Agostino, e fatto maturo assunse quello della Cattedrale, riuscendo del pari festeggiato e nel tocco e nella composizione, come ci danno fede i molti svariati lavori che pur s’odono tuttavia nelle chiese, ricchi di
buon gusto e d’ispirazione; ma quanto esimio armonista, era altrettanto sapiente istruttore: l’estesissime sue cognizioni, il suo metodo facile e pieno d’insegnamento, i cortesi suoi modi, le di lui virtù gli avevano procurato un numero considerevole di alunni; perciò non è a dirsi se varj e distinti amici lo circondassero, se le sue musiche fossero intese con piacere ed ammirate, se il di lui nome suonasse splendido ed onorato.

Il giorno 13 aprile 1822 fu l’ultimo di quest’uomo, che dotto senza orgoglio visse sempre a sé stesso e per l’arte che amò del più tenero affetto».