Romano De Rossi 

(1720 - 1794)

6 Sonate per Organo o Clavicembalo
A cura di / Edited by Marco Ghirotti
 
Pp. 40
N. Cat. AMM 199

€ 22,00

Sample Page
Midi File

Altre composizioni per ORGANO

Altre composizioni per CLAVICEMBALO

Introduzione 

             

COLLANA  AMM

INTRODUZIONE ALLA PUBBLICAZIONE

Le notizie biografiche su Romano De Rossi (Roma 1720 – ivi 1794) sono quasi nulle. Cantore romano la sua celebrità la si deve soprattutto come virtuoso di clavicembalo strumento al quale deidicò la sua unica raccolta di musica strumentale “Sei Sonate per Cembalo da eseguirsi ancora coll’Organo che rimane anche l’unica sua opera conosciuta. L’opera stampata a spese di Luigi Marescalchi e Carlo Canobbio a Venezia, è priva di data ma dal “catalogo della musica Vocale, ed Instrumentale” stampata con il contributo dei sopracitati Marescalchi e Canobbio, è possibile indicarla nel 1750 ca. .

Le sei sonate della raccolta sono tutte divise in due tempi il primo dei quali ha sempre carattere lirico e di andamento moderato, mentre il secondo è in tutti i casi un allegro. La raccolta ha un’ulteriore particolarità ovvero che tutte e sei le sonate sono scritte in tonalità maggiori.

Lo schema formale che segue il De Rossi è molto simile all’impianto della sonata cosiddetta “scarlattina”: ogni movimento costruito su un unico elemento motivico, diviso in due parti delimitate dal segno di ritornello. Le regioni armoniche su cui si sviluppa il materiale tematico sono generalmente molto vicine con preferenza alla dominante, alla seconda dominante (maggiore o minore) ed alla sottodominante (maggiore o minore).

Nella sonata scarlattina il solo materiale tematico che vada soggetto ad una riesposizione più o meno puntuale è quello che si trova nelle sezioni finali di ciascuna metà di tempo, mentre i motivi iniziali non sempre sono usati come materiale tematico quale base di una successiva elaborazione o sviluppo nella seconda metà del tempo. Qui la differenza principale tra la sonata “alla Scarlatti” e le sonate di De Rossi: in quest’ultimo il motivo iniziale è ben delineato sia sotto l’aspetto melodico che armonico e diventa materiale essenziale per lo sviluppo. Mentre quindi la sonata scarlattina è grosso modo come una sonata classica che però comincia a trattare secondo le regole solamente la seconda parte del tema, De Rossi tratta già il materiale tematico nello stesso modo della sonata classica. Proprio per questo alcuni studiosi hanno individuato in De Rossi una sorta di precursore della sonata classica e le sue composizioni potrebbero essere un’ulteriore passaggio verso tale forma.

 

L'OEUVRE

Les informations biographiques que l’on possède sur Romano De Rossi ( Rome 1720- id.1794) sont pratiquement inexistentes. Ce chantre romain était surtout célèbre en tant que virtuose du clavecin, instrument auquel il dédia son unique recueil de musique instrumentale « Sei sonate per cembalo da eseguirsi ancora coll’organo » seule oeuvre connue.

L’oeuvre imprimée aux frais de Luigi Marescalchi et Carlo Canobbio à Venise, n’est pas datée, mais d’après le « catalogo della musica Vocale ed Instrumentale », imprimée avec  l’ aide des susdits Marescalchi et Canobbio,  peut se situer aux alentours de 1750.

Les six sonates du recueil sont  divisées en deux temps, le premier ayant toujours un caractère lyrique et un cours moderato, tandis que le deuxième est toujours allegro. Le recueil a cette particularité, les six sonates sont écrites en tonalités majeures

Le schéma formel que suit De Rossi est très proche en  structure de la sonate “scarlattina”: chaque mouvement  construit autour d’ un thème unique  est  divisé en deux parties délimitées par le signe du refrain.

Les régions harmoniques sur lesquelles  se développe  le matériel thématique sont généralement très proches, avec une  préférence pour la dominante, la deuxième dominante (majeure ou mineure) et à la sous-dominante (majeure ou mineure).

Dans les sonates de Scarlatti le seul matériel thématique  sujet à une réexposition plus ou moins ponctuelle , est celui que l’on trouve dans les sections finales de chaque moitié de temps, tandis que les thèmes du début ne servent pas toujours de base pour une élaboration successive ou un développement dans la deuxième moitié du temps. Voici la principale différence entre la sonate «à la Scarlatti» et les sonates de De Rossi: chez ce dernier, le thème initial est bien  défini aussi bien du point de vue  mélodique qu’ harmonique et devient matière essentielle au développement. La sonate à la  Scarlatti ressemble à une sonate classique mais uniquement dans la deuxième partie du thème. De Rossi manie déjà le matériel thématique sur le même mode que celui qui est utilisé dans la sonate classique , c’est pour cela que quelques spécialistes ont repéré en De Rossi une espèce de précurseur de la sonate classique et on peut dire que ses compositions  constituent un trait d’union  entre la sonate à la  Scarlatti et la  sonate classique.