Salvatore Pappalardo (1817-1884)

Salvatore Pappalardo rimase sempre in Italia e non volle godere dei benefici che la musica strumentale riscuoteva in altre nazioni europee quali l’Austria e la Germania , forse perché, nel cuor suo, si sentiva un operista e quindi desiderava rimanere nell’amata Patria, nonostante fosse sormontata da geni incontrastati. Egli nacque a Catania il 21 gennaio 18 17 da Ignazio Pappalardo e Caterina Corsaro; intraprese gli studi musicali nella sua Città, dove divenne direttore dell’orchestra del Teatro Comunale di Catania e, nel 1841, fu nominato professore di contrappunto alla scuola di musica dell’Ospizio Reale di Beneficenza.

Nel 1855 Pappalardo si trasferì a Napoli, ricevendo il titolo di Compositore da camera dal Conte di Siracusa, Leopoldo Beniamino Giuseppe di Borbone (1813-1860), fratello del Re delle Due Sicilie. Divenne poi maestro di Contrappunto all’Albergo dei Poveri in Napoli.

Pappalardo scrisse e fece rappresentare alcune opere che riscossero un discreto successo: Francesca da Rimini (in 4 Atti) e Il Corsaro (in 3 Atti). Compose anche La Figlia del Doge (in 4 Atti ed un Prologo), rappresentata a Catania nel 1855 probabilmente presso il Teatro Comunale Provvisorio; L’Atrabilare, commedia in 4 atti, rappresentata a Napoli nel 1856 presso il Teatro Nuovo; Mirinda, opera seria in 3 Atti rappresentata a Napoli il 6 marzo 18 60 presso il Teatro S. Carlo.

Oltre alla composizione di opere liriche, Pappalardo scrisse diverse composizioni sia sacre che profane: ricordiamo tra le più importanti, oltre alla Serenata op. 3, una Messa da Requiem; Tre Salve Regina per uno - due tenori con accompagnamento di piccola orchestra; Antifona della Rivelazione; Raccolta di otto pezzi religiosi per una, due o tre voci femminili o coro femminile; Una Raccolta di tre Melodie vocali e delle Romanze; un’altra raccolta di sei Melodie dal titolo Brezze del Sebeto”, pubblicate a Milano da Ricordi intorno al 1850; un Quartetto per due violini, contralto e violoncello op. 18, Fantasie per violino, contralto e violoncello; Fantasie per pianoforte, flauto, violino e violoncello; un Duetto per due violoncelli e altra musica, sia strumentale che vocale, alcune delle quali raccolte in volumi, con la dicitura Collezioni in Partitura delle opere musicali di Salvatore Pappalardo, riportando inoltre anche il numero di volume della collezione.

Alcune opere sono firmate con lo pseudonimo di Paraladopp, che non è altro che l’anagramma del cognome Pappalardo.

Nella sua vita il compositore si occupò anche di Letteratura Musicale scrivendo, dal 1873 su di un giornale politico di Napoli, tutti gli avvenimenti e le notizie di carattere musicale.

Pappalardo morì nella sua casa napoletana il 9 febbraio del 1884 all’età di 67 anni.