Giuseppe Tartini 

(1692 1770)

I Concerti dell'opera I

Concerto n. 5 in Fa magg. D58

Per violino e archi

NUOVA EDIZIONE CRITICA a cura di / Edited by Giovanni Guglielmo, Nicola Reniero, Federico Guglielmo e Carlo Lazari
 
N. Cat. ADA 05

Partitura € 20,00

Set Parti € 30,00

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Altre composizioni per ORCHESTRA D'ARCHI

COLLANA ARTE DELL'ARCO

 

INTRODUZIONE ALL'EDIZIONE

Tutti i concerti dell’op. 1 di Giuseppe Tartini (ad eccezione del n. IX[1], D 59) ci sono pervenuti in fonti manoscritte (anche autografe) conservate a Padova, Berkeley, Cambridge, Dresda, Berlino, Schwerin, Parigi, Verona e Ancona, oltre che nell’edizione settecentesca di M. C. Le Cene cui facciamo riferimento per questa edizione critica.[2]

È ben nota la frequenza con la quale Tartini ritornava sulle proprie composizioni per correggerle, modificarle, o sostituirne parti di varia lunghezza se non, addirittura, interi movimenti, anche dopo la pubblicazione delle stesse. Ciò ha creato non poche difficoltà, occorrendo affrontarne la pubblicazione, in quanto è spesso difficile arrivare ad un unico testo originale per molte delle composizioni del maestro.[3] La nostra idea è stata quella di decidere per una delle versioni possibili. Nella consapevolezza che gli autografi tartiniani sono generalmente considerati le fonti più attendibili, la presente edizione critica offre la serie completa dei dodici concerti op. 1 di Tartini così come presumibilmente era stata approntata dall’autore, proprio per la pubblicazione presso l’editore olandese.[4] La nostra scelta è stata, dunque, quella di non tenere in considerazione le fonti manoscritte dei medesimi concerti proprio per rispettare l’originalità e la coerenza di quest’opera, che contiene, tra l’altro, alcune fra le più affascinanti composizioni del grande violinista. Il lavoro di trascrizione e di revisione critica è stato condotto, quindi, unicamente sulle parti separate dell’edizione Le Cene, peraltro accuratissime nella veste grafica e singolarmente povere di errori tipografici.

Tutti gli interventi dei revisori sono stati aggiunti tra parentesi. Per quanto riguarda le alterazioni si è seguita la prassi odierna, secondo la quale l’effetto delle stesse si estende a tutta la misura, e sono state omesse le ripetizioni all’interno della battuta stessa. Ogni alterazione suggerita o di precauzione (quando non originale) è stata aggiunta tra parentesi. L’armatura di chiave è stata lasciata come nell’originale. I segni di abbellimento e di legatura (di valore o fraseggio) sono stati lasciati come nella stampa originale; non abbiamo ritenuto opportuno suggerire o aggiungere tali segni nei passi simili o analoghi che ne sono sprovvisti. In generale ci siamo limitati ad interventi minimi di correzione degli errori ovvi, avendo il massimo rispetto del testo dell’edizione settecentesca; in ogni caso tutti i cambiamenti sono stati riportati nell’apparato critico.

La redazione delle partiture e il lavoro di revisione critica sono stati condotti da Giovanni e Federico Guglielmo, Carlo Lazari e dallo scrivente, e sono il naturale sviluppo del progetto di registrazione integrale dei concerti di Tartini, che i componenti dell’ensemble L’Arte dell’Arco hanno avviato da più di un quinquennio con la casa discografica Dynamic di Genova.

 

 

Vicenza, novembre 2001                                                                            Nicola Reniero



[1] L’op. I è divisa in due libri, ognuno dei quali presenta i concerti numerati da uno a sei. Per praticità abbiamo adottato una numerazione progressiva da I a XII.

[2] Per il problema delle fonti e della loro datazione, e inoltre per la datazione dei concerti, si possono consultare:

AA.VV. Tartini, il tempo e le opere, Il Mulino, Bologna, 1994 (atti del convegno internazionale, Padova 15-18 ottobre 1992); Elisa Grossato I concerti per violino e orchestra di Giuseppe Tartini, Il sentiero, Verona, 1999.

[3] Le fonti manoscritte ci tramandano addirittura una versione dei concerti n. V e il n. VI (D 58 e D 89) con un diverso movimento centrale.

[4] Se per l’op. 2 sussistono dei dubbi riguardo al fatto che sia stato veramente Tartini a curarne la pubblicazione, l’op. 1 sembra non dare adito a molta incertezza in proposito.