Girolamo Frescobaldi

(1583-1643)

Composizioni inedite per Organo o Clavicembalo

- Paris 64 - (Paris Rès. Vmc. 64)

A cura di / Edited by Cristina Pisano
 
€ 17,00
ISMN 979-0-2158-1735-7
N. Collana CM 091
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Altre composizioni per ORGANO

Altre composizioni per CLAVICEMBALO

Collana CONVIVIO MUSICALE

 

Fino a non molto tempo fa, i manoscritti contenenti materiali preparatori, venivano considerati di poca importanza (si pensi che in epoca fascista i cosiddetti “scartafacci” venivano scartati perché all’artista in quanto genio, non venivano consentiti ripensamenti e difficoltà nell’atto creativo).

Il repertorio manoscritto per strumenti a tasto nella seconda metà del XVII secolo, è invece una fonte preziosissima: se nella prima metà del secolo l’interesse verso la musica per tastiera vede a Roma la sua età dell’oro grazie alla presenza prima di Ercole Pasquini, poi di Girolamo Frescobaldi come organisti della Cappella Giulia, nella seconda metà del secolo l’interesse del pubblico, e di conseguenza degli editori, si sposta verso la musica strumentale per archi, in particolare quella per violino, lasciando quindi inedite numerosissime opere per strumenti a tastiera.

Contrariamente all’opera stampata il cui unico fine è la diffusione delle composizioni che l’autore ritiene essere le migliori dal punto di vista musicale, quindi curate nei minimi dettagli, il repertorio manoscritto presenta molteplici fini: si va dall’antologia, al quaderno contenente schizzi e abbozzi di future composizioni, al quaderno didattico.

Le antologie dell’entourage romano sono spesso di carattere funzionale: usando fonti di diversa provenienza, queste antologie venivano per esempio redatte col fine di avere un corpus di pezzi da suonare durante le varie funzioni religiose.

Nel caso del quaderno di schizzi, è il compositore stesso che annota le idee che in seguito deciderà o meno di sviluppare. In questo caso il compositore non si preoccupa di scrivere in modo chiaro e comprensibile, perché ciò che scrive è per sé stesso, né tantomeno si preoccupa di scrivere il suo nome o delle date di riferimento. Da ciò derivano tutte le difficoltà legate alla loro attribuzione.

Quaderni di questo genere sono tanto più importanti per compositori dei quali non sia mai stato pubblicato nulla o pressoché nulla (v. J.J. Froberger, o B. Pasquini).

Nel caso dei quaderni didattici, il maestro scrive dei pezzi destinati agli allievi e quindi la sua scrittura risulta molto più lineare e leggibile rispetto al quaderno di schizzi.

Se decifrato correttamente, il repertorio manoscritto ci può illuminare riguardo a innumerevoli aspetti: nel caso del repertorio romano del XVII secolo, ci può rivelare il metodo di lavoro degli organisti sia dal punto di vista compositivo, studiando gli schizzi e gli abbozzi, sia dal punto di vista didattico, se si studiano i quaderni didattici, o ancora sul repertorio degli strumenti a tasto e la loro trasmissione, se si studiano le antologie.

Il manoscritto “Paris 64” è stato recentemente scoperto alla Bibliothèque nationale de France (Paris Rés. Vmc. 64) da Christine Jeanneret che insieme a Luigi Ferdinando Tagliavini e Etienne Darbellay ha collaborato all’edizione critica di molti volumi delle opere complete di Girolamo Frescobaldi. L’importanza di questa intavolatura italiana risiede nel fatto che si è scoperto essere un autografo interamente frescobaldiano.

La scrittura di Frescobaldi è stata identificata circa vent’anni fa da Claudio Annibaldi: questa scoperta ha permesso di identificare anche le parti autografe dei manoscritti Chigi Q. IV. 19, 25 e 29 che si trovano a Roma, nella Biblioteca Apostolica Vaticana.