Fausto Caporali

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In Dei Cognitionem. La Trinità secondo Ilario. 
Cantata per Coro, Voce recitante, Organo, Tromba, Timpani e strumenti ad lib. Testi a cura di Adelaide Ricci.
 
N. Cat. ECV 072

€ 65,00

 
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Il testo della cantata IN DEI COGNITIONEM

Il tracciato di parole e musica proposto in questa elaborazione ha come fulcro meditativo la Trinità, oggetto privilegiato del pensiero ilariano; il titolo In Dei cognitionem, che si prospetta come chiave di lettura dell’intero lavoro, riprende parole poste agli inizi della vasta opera De Trinitate (I, 3), composta da Ilario negli anni del suo esilio dalla nativa Poitier in Frigia (356-359). Ilario, appoggiandosi allo studio delle Scritture, sostenne con forza l’unica natura delle tre persone divine (Padre, Figlio, Spirito Santo) in un’epoca di forti tensioni religiose focalizzatesi intorno a questo tema.

I testi sono stati approntati sulla base di uno studio approfondito delle opere di Ilario: essi rielaborano non solo suoi scritti, ma anche salmodia veterotestamentaria, inni antichi e brani del Nuovo Testamento.

Le voci narrative che si intrecciano sono, come la trinità, una triade. Da una parte emerge il dialogo serrato fra Ilario e la Sacra Scrittura, quest’ultima nelle sue sentenze e nelle lente profonde meditazioni, l’altro che si esprime in un latino frequentemente aspro, talvolta anche ruvido, ma in altri casi perfino morbido e intonato a quella luce del mattino da lui spesso invocata. Dall’altra parte si erge la voce corale della comunità, la tensione spirituale dei singoli che si traduce in un concreto linguaggio di fede comune, senza tempo.

Il percorso è articolato in cinque sezioni, che alternano la presenza di Ilario e il suo lascito spirituale:

1.      Ilario e il pensiero sulla Trinità: il ritornello “Divina non capit nisi fides” (Solamente la fede comprende le cose divine) – ripreso De Trinitate, I, 12 – richiama la fatica di chi si addentra col pensiero nella fede e va incontro al mistero (“in Dei cognitionem”, che indica un viaggio, non una situazione statica). Qui la meditazione ruota intorno ai temi giovannei del Verbo.

2.      Il miracolo dei serpenti: è una parte narrativa, che segue in particolare una fonte di fine VIII secolo narrante, nello stile agiografico medievale, la fuga di due grandi serpenti dal luogo di sepoltura di Ilario (presso S. Genoveffa di Parigi), simbolo della forza con cui il santo ha sconfitto la serpentina lingua degli eretici.

3.      Ilario e la meditazione sulla Sacra Scrittura: in riferimento al rapporto tra i fatti evangelici e ciò che essi significano oltre la lettera, Ilario utilizza diversi verbi (soprattutto nel Commentarium in Mattheum): tutto il medioevo sarà informato da questo scavo esegetico, qui ribadito dall’intreccio della terminologia ilariana. Il passaggio critico fondamentale avviene quando l’analisi intellettuale, profondissima, si esaurisce nell’affidarsi a Dio.

4.      La presenza del male: questa parte è strutturata sull’inno di Ilario In Satanam (Contro Satana) e sul tema dell’infame sottigliezza del male, descritta con parole inauditamente attuali e risolta nella luce della fede.

5.      Ilario e la positività dell’uomo e del creato: la meditazione e la fede portano a considerare che l’uomo è composto di anima e corpo (antica interpretazione del passo evangelico di Matteo “Due passeri non si vendono forse per un soldo?”) e che il creato è opera buona, di cui rendere grazie. È la gioia e il senso del credente.

Tutta la struttura, sorretta dall’inno Veni creator Spiritus e intessuta di brani biblici, ricorre a formule di ripetizione come immagine della meditazione, della sofferenza masticata e infine della gioia dello spirito che comprende, al di là del corpo e dell’anima.

Lo spirito, infatti, non ha l’età dei secoli, e chiama all’essenziale.

Perno di questo percorso è la centralità della Parola (“Niente viene trattato alla leggera o inutilmente nella parola di Dio”), quanto mai attuale nell’elaborazione di Ilario, che fu autentico ponte fra Oriente e Occidente, indicandoci una voce di intesa di cui ancora i nostri giorni hanno profonda sete.

 

Ilario di Poitiers

La data di nascita di Ilario – ricavata come gli altri dati biografici dai suoi scritti – è da collocare agli inizi del IV secolo (fra 310 e 320 circa) e la sua elezione a vescovo di Poitiers, città natale, intorno al 350. Fu esiliato in Frigia dall’imperatore Costanzo nel 356 ma si mantenne sempre attivo nel dibattito teologico-pastorale; rientrò in Gallia dopo qualche anno (360), ma privo di carica episcopale. Finalmente al concilio di Parigi del 361 fece trionfare la sua linea dottrinaria, che mirava a comporre in un fronte comune gli antiariani d’Occidente (niceni, ossia seguaci del credo proclamato al Concilio di Nicea del 325) e quelli d’Oriente (antiniceni), adottando linee concilianti e moderate. Fu ancora a Milano nel 364, ove si scontrò col vescovo Aussenzio. Secondo Girolamo morì nel 367 a Poitiers.

Moltissime le sue opere, fra cui il celeberrimo De Trinitate, in dodici libri, in cui egli mise a fuoco la sua posizione in opposizione agli ariani. Ma fu autore anche di scritti esegetici e dottrinali quali il trattato De synodis, il famoso Commentarius in Evangelium Matthei (Commento al Vangelo di Matteo) e altre opere dedicate ai testi biblici, specie i salmi, oltre che di lettere e dissertazioni destinate agli imperatori.

Fu proclamato dottore della Chiesa da Pio IX nel 1851.

 

Il tema trinitario nei primi secoli

Il nucleo tematico trinitario è il cuore del pensiero ilariano: esso indaga il mistero delle persone divine e in particolare del Cristo nella sua incarnazione. Si tratta di un tema caratteristico dei primi secoli del cristianesimo, nelle sue prime definizioni teologiche e dogmatiche, in un orizzonte particolarmente ampio e permeabile. Mentre le elaborazioni dell’Oriente cristiano reagivano alla gnosi, l’Occidente prese parte alle lotte dogmatiche solo dal momento in cui venne in contatto con le controversie orientali, e lo fece con interventi del vescovo di Roma e di altri vescovi, con intenzione sostanzialmente pastorale. È questo, anche, il caso di Ilario, che durante la penetrazione ariana in Occidente e nel timore che si incrinasse la vera fede, elaborò una confutazione all’arianesimo in funzione delle forme che questo aveva assunto proprio in Occidente.

La polemica rimase viva almeno fino ad Agostino, che aprì però un orizzonte di ricerca spirituale ormai lontana dalla problematica orientale.

Proprio nel secolo in cui visse Ilario (IV secolo) si affrontò il problema della unità e trinità di Dio e si elaborò il dogma trinitario, con la proclamazione solenne a Nicea (325) della uguaglianza del Figlio con il Padre e a Costantinopoli (381) dell’uguaglianza di onore e gloria dello Spirito Santo con il Padre e il Figlio.

Dopo le posizioni di Apollinare (scomunicato nel 330 circa), il tema cristologico venne sistemato da Gregorio di Nazianzo e Gregorio di Nissa. Al primo si deve la formulazione che avrà grande fortuna nella tradizione cristiana: Cristo è uno, sebbene in lui vi siano due realtà complete, cioè Dio e l’uomo. In Cristo vi sono dunque due nature e un solo soggetto, mentre nella santa Trinità vi sono tre soggetti e una sola natura; il che equivale a dire che Cristo è uno in due nature, mentre Dio è tre in una natura.

 

 

FONTI PRINCIPALI:

Hilarius, vescovo di Poitiers [Ilario di Poitiers, santo], Commentarius in Evangelium Matthei, in Patrologie cursus completus, sive bibliotheca universalis (Patrologia Latina), Parisiis, excudebat Migne, 1857-1866, IX, 917-1078, (rist. anast. Turnhout, Brepols, 1966-).

Hilarius, vescovo di Poitiers [Ilario di Poitiers, santo], Contra arionos vel Auxentium Mediolanensem, in Patrologie cursus completus, sive bibliotheca universalis (Patrologia Latina), Parisiis, excudebat Migne, 1857-1866, X, 609-618, (rist. anast. Turnhout, Brepols, 1966-).

Hilarius, vescovo di Poitiers [Ilario di Poitiers, santo], De Synodis seu de fide Orientalium, in Patrologie cursus completus, sive bibliotheca universalis (Patrologia Latina), Parisiis, excudebat Migne, 1857-1866, X, 479-546, (rist. anast. Turnhout, Brepols, 1966-).

Hilarius, vescovo di Poitiers [Ilario di Poitiers, santo], De Trinitate (libri XII), in Patrologie cursus completus, sive bibliotheca universalis (Patrologia Latina), Parisiis, excudebat Migne, 1857-1866, X, 26-471, (rist. anast. Turnhout, Brepols, 1966-).

(attribuito a) Hilarius, vescovo di Poitiers [Ilario di Poitiers, santo], Epistola ad Abram filiam suam, in Patrologie cursus completus, sive bibliotheca universalis (Patrologia Latina), Parisiis, excudebat Migne, 1857-1866, X, 549-552, (rist. anast. Turnhout, Brepols, 1966-).

Hilarius, vescovo di Poitiers [Ilario di Poitiers, santo], Himni, in Tractatus de Mysteriis et himni, Roma, Tip. Philippi Cuggiani, 1887, pp. 28-32.

(attribuito a) Hilarius, vescovo di Poitiers [Ilario di Poitiers, santo], Hymnus filiae suae Abrae missus, in Patrologie cursus completus, sive bibliotheca universalis (Patrologia Latina), Parisiis, excudebat Migne, 1857-1866, X, 552-554, (rist. anast. Turnhout, Brepols, 1966-).

Hilarius, vescovo di Poitiers [Ilario di Poitiers, santo], Liber de Patris e Filii unitate, in Patrologie cursus completus, sive bibliotheca universalis (Patrologia Latina), Parisiis, excudebat Migne, 1857-1866, X, 883-888, (rist. anast. Turnhout, Brepols, 1966-).

Hilarius, vescovo di Poitiers [Ilario di Poitiers, santo], Tractatus super Psalmos, in Patrologie cursus completus, sive bibliotheca universalis (Patrologia Latina), Parisiis, excudebat Migne, 1857-1866, IX, 231-908, (rist. anast. Turnhout, Brepols, 1966-).

Hilarius, vescovo di Poitiers [Ilario di Poitiers, santo], Tractatus de Mysteriis, in Tractatus de Mysteriis et himni, Roma, Tip. Philippi Cuggiani, 1887, pp. 28-32.

Pier Damiani, De translatione santi Hilarii, sermo, in Patrologie cursus completus, sive bibliotheca universalis (Patrologia Latina), Parisiis, excudebat Migne, 1857-1866, IX, 199-204, (rist. anast. Turnhout, Brepols, 1966-).

Selecta veterum testimonia de sancto Hilario, in Patrologie cursus completus, sive bibliotheca universalis (Patrologia Latina), Parisiis, excudebat Migne, 1857-1866, IX, 204-208, (rist. anast. Turnhout, Brepols, 1966-).

Venanzio Fortunato, Vitae sanctorum, Vita sancti Hilarii e Liber de virtutibus sancti Hilarii, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Auctores antiquissimi, IV, 2, pp. 1-11.

Acta Sanctorum Ianuarii, I, Venezia, ed. Bollandisti, 1734, pp. 782-803.

Bibliotheca hagiographica latina antiquae et madiae aetatis, I, Bruxelles 1898-1901, nn. 3885-3886 (Vita di Ilario).

Bibliotheca hagiographica Latina antiquae et madiae aetatis, I, Bruxelles 1898-1901, nn. 3887-3909 (Miracula e Translationes di Ilario).

Ilario, vescovo di Poitiers, in Bibliotheca sanctorum, VII, 719-727.

Ilario di Poitiers, in Dizionario patristico e di antichità cristiane (a cura dell’Institutum Patristicum Augustinianum, Roma), Casale Monferrato, Marietti, 1983, 1748-1753.

Messale della chiesa di S. Ilario in Cremona, 13 gennaio: Sant’Ilario vescovo e dottore della chiesa, patrono della parrocchia e titolare della chiesa parrocchiale.