Cecilia Vettorazzi

(VIVENTE)

Mane nobiscum Domine
5 Mottetti per Coro misto a cappella
 
N. Cat. ECV 076

€ 15,00

Presentazione al volume
I Testi
Nota dell'Autore
Altre composizioni per CORO A CAPPELLA
Altre composizioni per CORO E ORGANO

Contenuto:

  1. O alto glorioso Dio

  2. Anima Christi

  3. Sacris Solemniis

  4. Nada te turbe

  5. Salve Regina


 

NOTA DELL'AUTORE:

Queste pagine musicali sono nate per ricordare la figura di Maria Domenica Lazzeri, mistica del sec. XIX, nata a Capriana di Trento.

Il coro “Musicale Collegium Harmonia”, diretto da Erika Eccli, le ha eseguite nell’aprile 2003 in vari concerti, dove diversi elementi artistici – musica, pittura, testi, riflessioni – si sono uniti dando vita ad una indimenticabile esperienza artistica.

Il concerto conclusivo si è svolto nella Basilica di San Pietro in Roma, dove è in corso la causa di beatificazione di Maria Domenica Lazzeri.

La collaborazione con l’artista Marco Arman, già sperimentata in altre occasioni, si è rivelata ancora una volta preziosa. Mane nobiscum Domine, nome dato alla raccolta e a cui pensavo da tempo, mi è sembrato ben rappresentare il significato congiunto dei brani corali composti, ma è stato motivo di gioia lo scoprire che stesso titolo era stato dato da Marco Arman ad una sua tela qui riprodotta in copertina.

Sono grata agli amici che mi hanno incoraggiata nel portare alle stampe questo mio lavoro. Desidero poi ringraziare Adriano Dallapè per il suo prezioso lavoro di stesura della  partitura.


 

PRESENTAZIONE AL VOLUME DI  P. PAOLO DE CARLI ocd:

Mane nobiscum, Domine"

 Preghiera e musica

 Il cuore dell'uomo è fatto da Dio ed è a Lui destinato: non trova pace finché non riposa in Lui (cfr. S.Agostino, Le Confessioni). Ecco perché nella storia non c'è avvenimento più affascinante e necessario per l'uomo del "venire" di Dio nel mondo, cioè dell'Incarnazione. Per comprendere questa affermazione basta rileggere i Vangeli: tutti coloro che hanno incontrato Gesù (magari solo toccando un lembo del mantello, se in quel gesto c'era tutto il bisogno della persona!) hanno trovato pace, consolazione, ristoro, misericordia, risposte sapienti, salute; e tutti coloro che, pur avendolo incontrato, non  Gli hanno permesso di entrare nel cuore hanno finito col trovarsi ancora più soli e tristi, più poveri  e amareggiati.

Per ogni uomo è indispensabile realizzare questo incontro: far accadere - come diceva Bernanos - che la mia vita risalga l'enorme pendio della storia fino ad arrivare al giorno e all'ora in cui gli occhi di Gesù si fissano su di me e il mio cuore si sente compreso, sussulta di gioia e grida a Gesù: «Rimani con noi! Mane nobiscum, Domine!».

Sicuramente a realizzare tale incontro ci sono riusciti i Santi. Con la loro vita, con le loro esperienze, con le loro parole ci hanno raccontato quanto è loro accaduto e ci hanno coinvolti nel loro incontro con Gesù. Perciò conoscerli è appunto risalire la china della montagna per abbeverarsi alla sorgente dell'acqua: abbandonarsi a loro e alle loro esperienze è una strada efficace.

 

Il lavoro artistico di Cecilia ha precisamente questo sapore. Infatti vuole essere non solamente musica, ma musica che approfondisce le parole del dialogo con Gesù (dialogo che teologicamente si chiama preghiera) e che prova a ripetere e a far riaccadere. La sua musica si affida a testi della tradizione liturgica cristiana o a parole dei Santi: è musica che si abbandona - a tratti - alla melodia tradizionale gregoriana (Sacris  solemniis, Salve Regina) quasi come bimbo che ripete parole imparate dai genitori; ma contemporaneamente fa risuonare in profondità parole e note, facendole vibrare nella mente e nel cuore ricavandone nuovi suoni e armonie inedite.

 

 

I TESTI

 

Il testo di S. Francesco, O alto e glorioso Dio, è nato nel cuore del Santo all'inizio della sua nuova vita. La sua scelta di vita era radicale e il bisogno di capire se fosse una scelta giusta sbocciò in una preghiera a Colui che è la Luce che splende nel mondo per illuminare le tenebre del cuore. La vita di Francesco infatti è stata una crescita nella fede, speranza e carità, nell’umiltà, nella conoscenza della volontà di Dio e nell'abbandono fiducioso a Lui. Tanto che, paradossalmente, proprio nell'ultimo periodo della vita, divenuto ormai cieco - e perciò immerso nelle tenebre - compose uno degli inni più belli di lode al Signore e alle sue opere: il Cantico delle creature.

Anima Christi è una preghiera attribuita a Ignazio di Loyola. E' la preghiera del "soldato" Ignazio, conquistato definitivamente alla causa di Gesù. Per capire cosa volesse da lui il Signore inventò il mese degli "Esercizi spirituali": un tempo in cui imparare a conoscere la volontà di Dio e in cui abbandonarsi fiduciosamente ad essa.  Anima Christi è il filo rosso che attraversa le trenta giornate, allo scopo di generare un legame tra la persona e il mistero di Colui che ci ha procurato la salvezza e alla fine ci chiamerà con Sè a godere della gioia della comunione dei Santi.

Sacris solemniis è uno degli inni composti da S. Tommaso per la festa del Corpus Domini. E' la preghiera di adorazione davanti a Colui che ha deciso di rimanere sempre con noi nell'Eucaristia come pane degli Angeli e pane per gli uomini. E' questo il seme eterno che ci è donato nell' oggi e che ci custodirà e accompagnerà fino a raggiungere la luce beata.

Nada te turbe è un famoso testo di S. Teresa d'Avila, che forse lo usava per ricordarsi quotidianamente le grandi opere del Signore. Forse sono parole che ripeteva spesso alle sue figlie. Ma si possono pensare anche come parole che lo stesso Signore diceva al cuore di Teresa e che continuamente confermava con il suo agire. D’altra parte Teresa viveva una prossimità con Gesù fino ad avere una percezione fisica di tale vicinanza.

Conclude la raccolta la Salve Regina. Essa è un affidarci a Colei che ci ha donato il Redentore del mondo: la Porta del Cielo. La ragione è semplice: Maria, chiamata a condividere con Gesù la gloria del Cielo, resta sempre "la strada" attraverso cui possiamo facilmente raggiungerlo. Ed è il potente mezzo di intercessione a noi donato.

                              

Poiché questa è la profondità a cui Cecilia si è ispirata, possano questi brani musicali continuare ad essere preghiera.