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L’opera nasce su testo della Commedia di Dante (che del numero ha fatto elemento ricorrente nella sua produzione), canto XI della 3a parte della Commedia, il Paradiso. Nello specifico il canto parla di Francesco d’Assisi.
Il
primo brano, Carol (parola di 5
lettere) vede al centro del pensiero il numero 5 (Carol, richiama a Giovanni
Paolo II, quindi alla figura del papa, che nella cabala rappresenta il n° 5).
Il brano a 5 voci, su 5 pagine , 10 battute a pagina, per un totale di 50
battute, dura 5 minuti. 10 quadri tematici di 5 battute ciascuno. È in Si
maggiore (5 #) ed utilizza strutture di 5 note. Tempo 5/8. Il tutto in una
elaborazione grafico-musicale che sfocia in un disegno-musica del numero 5
dritto e rovescio.
Il secondo brano del trittico, Francesco, ha come numero di riferimento il 9 (Francesco 9 lettere). Se in Carol il numero veniva disegnato nella partitura ed era la grafia ad avere l’attenzione motrice, in Francesco è il testo ad essere studiato numerologicamente. Diviso in 6 sezioni di 9 battute (totale 54 battute, somma 9) vede ogni sezione composta da un testo di 9, 27, 36, 45, 81, 9 lettere. Si noti che la somma è sempre 9. Durata 4’50’’ (somma 9).
Dominus (7 lettere), terzo brano, è imperniato sul rapporto tra numero e melodia/armonia con una ricerca legata a 7 note e l’utilizzo delle settime. A 7 voci, segue lo schema di battute e pagine che caratterizza tutta l’opera. Durata 4’30’’
Carol,
Francesco, Dominus si pongono come percorso di elevazione spirituale su testo di
Dante, partendo dal sacro terreno (Carol = papa) che, attraverso la
santificazione (Francesco = San Francesco) arriva al massimo compimento nella
totalità della gloria (Dominus = Signore).