Giacomo Puccini

(1858-1824)

Messa di Gloria

Adattamento per soli (S.T.Bar.), Coro (S.A.T.B.) e Grand'Organo di Francesco Finotti

€ 35,00 copia singola

€ 250,00 pacco con 10 copie

N. Catalogo A1590M
ISMN 979-0-2158-1590-2
N. Collana ECV 128
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Com’è noto, la “Messa a 4 voci con orchestra“ di Giacomo Puccini (conosciuta altrimenti come Messa di Gloria) è opera giovanile, realizzata assieme ad altri lavori di genere sacro nel corso degli ultimi anni (1880) della sua permanenza presso l’Istituto musicale “Pacini“ di Lucca. Pur avendone impiegate alcune parti (il Kyrie come interludio organistico nell’Edgar e l’Agnus Dei nella Manon Lescaut), essa venne sbrigativamente accantonata dal suo autore, probabilmente sull’onda di quel sentimento di eccessiva laicità al quale si lasciò andare negli anni seguenti. Ciononostante, questo lavoro contiene in larga parte i tratti salienti dello stile compositivo del Puccini più maturo, quali una grande flessibilità e sottigliezze ritmiche, invenzione melodica ed originalità armoniche, elementi tali da collocare questo lavoro ai vertici per quanto riguarda il genere di “composizione sacra“ italiana dell’epoca. Nell’accingermi a realizzarne una versione da camera allo scopo di eseguirla più agevolmente con un gruppo ristretto di esecutori, la semplice trasposizione della parte orchestrale - ovvero una riduzione pianistica, quale la consuetudine ci ha abituati da tempo e peraltro già disponibile nell’editoria - non avrebbe reso giustizia dell’importanza che l’accompagnamento orchestrale riveste all’interno della scrittura pucciniana. Per questo, ho creduto necessario rielaborare alcuni passaggi strumentali al fine di meglio definire il ruolo dell’accompagnamento in rapporto alla parte vocale, nell’intento di mettere in valore il clima di freschezza ed invenzione che caratterizza un po’ tutta la composizione. Ho creduto opportuno altresì indicare all’interno delle parentesi [..] gli strumenti dell’orchestra  di volta in volta impiegati dall’autore, e ciò quale suggerimento utile per l’organista in funzione della scelta delle sue sonorità, piuttosto che indicare una registrazione organistica vera e propria che non saprebbe risolvere in nessun modo il problema della “migliore sonorità“ rapportato al clima del momento. Ho ritenuto altrettanto utile aggiungere alcune legature alla parte vocale nei passaggi della composizione aventi un carattere contrappuntistico più marcato (come ad esempio il Kyrie, alcune parti del Gloria…), al fine di facilitarne una interpretazione che possa mettere in risalto la complessità testuale nel rapporto fra le voci, per una restituzione di una certa qual “vibrazione“ musicale che permea non poche parti di quest’opera straordinaria.

Ringrazio l’amico Giorgio Mazzucato per avermi convinto ad affrontare questo lavoro di adattamento, oltre che per aver messo mano alla revisione della parte corale nei passaggi di dubbia decifrazione quanto alla migliore espressione del testo verbale, rimasti evidentemente tali sin dall’origine, non avendo Puccini provveduto ad una correzione generale del suo lavoro in vista di una pubblicazione che, come sappiamo, è avvenuta solamente postuma molti anni dopo (1952), grazie all’interessamento del sacerdote italo-americano Don Dante Del Fiorentino. Questi conobbe Puccini durante la sua breve permanenza quale cappellano a Torre del Lago e a lui si deve - probabilmente - l’attribuzione del sottotitolo Messa di Gloria, omaggio verosimile alla complessità e durata del Gloria che, da solo, rappresenta circa la metà di questo lavoro.

Ringrazio altresì Don Roberto Bevilacqua, direttore dell’OPSA di Sarmeola di Rubano (Padova), persona squisita e vero appassionato d’arte, per aver voluto ospitare la prima esecuzione di questa Messa nella veste che ho inteso darvi nella chiesa dell’Istituto, avvenuta il 3 maggio 2009 ad opera del Venezze Consort di Rovigo con la partecipazione del soprano Sonia Galozzi, del tenore Roberto Carli, del baritono Andrea Zese, diretti da Giorgio Mazzucato ed accompagnati dallo scrivente.

Francesco Finotti