Luigi De Santis

1934 - 2014

Cantico di Frate Sole

Armonizzazione e Improvvisazioni di Antonio Rizzato
Elaborazione per Soli, Coro, Organo e Orchestra di
Valerio de Giorgi

Partitura € 23,00

ISMN 979-0-2158-2055-5
N. Collana ECV 166
Sample Page
Altre composizioni per Canto e Organo
Altre composizioni per Coro e Organo
Altre composizioni per Coro e Orchestra

 

LUIGI DE SANTIS

Frate minore della Provincia dell'Assunzione della B. V. Maria di Lecce, Luigi De Santis è ordinato Sacerdote il 6 luglio 1958. Nel 1960 consegue la licenza in Filosofia “magna cum laude”, e nel 1964 la laurea in Filosofia “summa cum laude” presso il Pontificio Ateneo Antoniano di Roma. Nel 1968 vince una borsa di studio presso la Rutgers The State University di Newark (USA), e nel 1971 ottiene il Master’s Degree in Social Psicology.

Sin dal 1973 Dottore di ricerca in Filosofia “summa cum laude” presso il Pontificio Ateneo Antoniano di Roma, nel 1980 si laurea in Psicologia clinica - indirizzo applicativo, con 110/110 e lode presso l’Università di Padova.

All’interno dell’Ordine francescano, ricopre diverse cariche. S’interessa della dottrina sociale della Chiesa. Fonda insieme a P. Benigno F. Perrone “Miscellanea Franciscana Salentina”, la Rivista di Cultura dei Frati Minori di Lecce che egli dirige per venticinque anni. Realizza con successo in Lecce il “Centro Sociale Adulti Maturi”.  

Trasferito nel 1990 a Lequile (Le), P. Luigi pubblica interessanti lavori storico-artistici sulle numerose opere d’arte presenti nel Convento S. Francesco e da lui fatte restaurare e conoscere: Tabernacolo di Fr. Giuseppe da Soleto, Crocifisso ligneo di Fr. Angelo da Pietrafitta, Refettorio secentesco, Biblioteca antica con gli affreschi dei Maestri minori del Francescanesimo, Coro di notte. 

Dà alle stampe, tra l’altro, un apprezzato studio psicologico sulla Conversione religiosa e su San Giuseppe da Copertino (Il cavallo del Re). Cura la pubblicazione della Relatio historica di Diego da Lequile, dei Memorabilia di Bonaventura da Fasano, della Cronica di Bonaventura da Lama, della monumentale Storia degli Alcantarini in Terra d’Otranto di Benigno F. Perrone e, infine, del 4° volume de I Francescani nel Salento di P. Antonio Primaldo Coco.

Padre De Santis accomuna ai tanti interessi religiosi, culturali e artistici una profonda sensibilità tutta francescana e ama la musica, specialmente quella classica, anche se nel corso della sua formazione non segue regolari corsi di studi musicali o di composizione. Conosce, però, le note musicali, suona bene l’organo e con la sua bella voce da tenore anima e rende ancora più solenni le liturgie da lui presiedute.

Non pensa di poter e di saper comporre, ma negli anni Ottanta del secolo scorso, di ritorno a Lecce da un pellegrinaggio ad Assisi, sente improvviso il bisogno irrefrenabile di tradurre in musica le profonde emozioni che i “luoghi francescani” e il Cantico di Frate Sole di S. Francesco continuano a suscitare in lui.

P. Luigi segue questa sua ‘ispirazione’ e quasi per incanto le note di colui che si potrebbe definire un autodidatta, si trasformano in un’armoniosa melodia, che, pur non seguendo in pieno le regole e i tempi musicali, interpreta ed entra nel profondo delle parole del Cantico e non solo nel loro significato puramente lessicale, ma soprattutto in quello dello spirito del Padre S. Francesco.

Accade così che alle note maestose dell’“Altissimu, onnipotente, bon Signore” seguano quelle più lente e cadenzate che fanno riconoscere in Dio il Padre buono, che nessuno “ène dignu […] mentovare”; per poi diventare quasi trionfanti per “frate Sole […] bellu e radiante” e delicate per “sora Luna e le stelle”.

“Frate Vento e aere […] et onne tempo”, e “sor’Acqua” anche nell’arte dei suoni non hanno nulla di minaccioso, ma sono gli amici, i fratelli che ci sostengono e il ritmo musicale è calmo, sereno. “Frate Focu”, poi, non è fiamma che distrugge, ma è luce, guizzo di vita, quindi movimento. La “Terra” è innanzitutto la “matre” che ci sostiene e ci nutre, e proprio come per una madre le note diventano grandiose, solenni.

All’andantino, che accompagna l’invito di Francesco al “perdono” vero e all’amore fraterno, segue la lenta sofferenza dell’uomo che, sebbene consapevole del dolore e della ineluttabile “nostra Morte corporale”, si abbandona con fede nelle mani del suo Creatore, al quale sa con certezza che si ricongiungerà.

La musica nel momento finale da andante si trasforma in lenta e solenne, e P. Luigi, dopo aver cantato all’unisono con Francesco la bellezza della creazione, eleva a Dio la riconoscente e umile preghiera che, anche attraverso i suoni e le melodie, è “respiro dell’anima”.

Da quel lontano millenovecentottanta… trascorrono molti anni. Gli impegni, le vicende della vita sono tanti e la musica di P. De Santis rimane chiusa in un cassetto sino a quando nel 1994 il M° Antonio Rizzato l’armonizza e il Soprano Raffaella Liccardi la interpreta magistralmente.

Altri anni di silenzio, poi in occasione del Convegno di Studi per i primi (purtroppo, i soli) 400 anni di fondazione del Convento S. Francesco di Lequile (1613-2013) il M° Antonio Rizzato armonizza la composizione musicale del Cantico e realizza tutte le parti improvvisative tra una lassa e l’altra, mentre il M° Valerio De Giorgi la orchestra. 

Il sogno diviene realtà e l’Oratorio per Soli, Coro, Orchestra e Organo è eseguito in prima assoluta il 26 ottobre 2013 nel Convento S. Francesco di Lequile.

Il 18 agosto 2014 P. Luigi De Santis si consegna “interamente allo splendore di messer lo frate Sole, simbolo dell’Essere e della Vita”, ma ci lascia la sua musica perché sa che “… l’uomo sente il bisogno profondo di prestare la voce a tutte le creature per cantare ciò per cui esse esistono.

E, quando cominciamo a cantare, noi cantiamo per tutte le cose, e non ci sentiamo più soli, perché siamo la partitura musicale eterna, che cerca di trasmettere ciò che la realtà significa […] e, quando cantiamo, veniamo trascinati dalla meraviglia, e gli atti di meraviglia sono segni e simboli di ciò che le cose significano”.