Stefano Toffolo

 

Le Feste Galanti
Scene d'amore e di musica nelle opere di Antoine Watteau.
 
 
N. Cat. M&A 001
 52 pagine; 32 illustrazioni b/n

 

€ 12,00

Presentazione del Volume

L'Indice

L'Autore

Altri libri di Musicologia

Recensione Rivista "Il Fronimo"

PRESENTAZIONE DEL VOLUME

L'opera di Watteau acquista un suo particolare significato - al di là dell'indubbio e altissimo valore artistico che essa ha saputo esprimere – se viene colta sullo sfondo di quell'intreccio di storia delle idee e storia materiale, tra società, storia sociale e politica, storia dell' estetica (dell'arte, della letteratura, della musica e del teatro) che hanno caratterizzato il secolo di Luigi XIV. Soltanto all'interno di quel ricco tessuto culturale, al quale appartiene necessariamente, ci sembra essa possa essere pienamente compresa. E' significativo, che il quadro L'insegna di Gersaint sia in qualche modo il testamento artistico di Watteau. Dipinto poco prima della morte, ritrae il Re Luigi XIV non più come fosse un quadro da appendere alla parete ma dentro una semplice cassa di legno da imballo. L'opera pittorica di Antoine Watteau (Valenciennes 1684-Parigi 1721) è l'opera di un genio troppo presto scomparso. Attraverso la vista delle sue tele e con l'aiuto dell'udito possiamo tentare di rivivere le impressioni e le suggestioni degli strumenti musicali raffigurati. Gli strumenti musicali dipinti da Watteau sono diversi e diverso tipo: strumenti a pizzico (chitarra barocca, arciliuto), ad arco (violino, violoncello, contrabbasso), a percussione (tamburo a cornice, tamburo militare, ghironda), a fiato (musette, flageolet, flauto traverso, oboe barocco). Il percorso visivo può essere utilmente integrato, associandolo all'ascolto di composizioni del Sei e Settecento francese, per poter cogliere al meglio lo “spirito” della sua arte e della sua epoca. Come sapeva bene Luigi XIV (ballerino e verosimilmente allievo di chitarra di un celebre maestro italiano, Francesco Corbetta), la musica poteva costituire un potente mezzo per testimoniare la sua grandezza a tutti gli strati sociali. Come sapeva bene Watteau, la musica poteva aggiungere un tocco di “poesia” ai suoi dipinti e costituire un mezzo efficace per testimoniare così il suo potere di seduzione.


INDICE DEL VOLUME

 

La musica sotto il regno del Re Luigi XIV 

Le Feste Galanti

Gli strumenti musicali nelle opere di Watteau

Strumenti a pizzico                   

Strumenti ad arco        

Strumenti a fiato   

Strumenti a percussione   

Strumenti a tastiera        

 Appendice    


 

L'AUTORE

Stefano Toffolo, veneziano, si è laureato presso la facoltà di “Lettere e Filosofia” dell’Università degli Studi di Ca' Foscari con il prof. G. Morelli. Ha seguito i corsi di “Storia della musica” del M° V. Fagotto presso il Conservatorio “B. Marcello” e con il M° B. Coquelet all’ “E.N.M. de Paris”. Si è dedicato in seguito allo studio del repertorio per chitarra e liuto del periodo rinascimentale e barocco con A. Damiani, N. North e H. Smith. È autore di contributi ritenuti fondamentali dalla critica nazionale e internazionale nell'ambito della storiografia veneta e sui rapporti tra musica, arti figurative e letteratura. Con la Sat Survey ha realizzato la mostra e il CD Romeo e Giulietta (Verona, Casa di Giulietta, dicembre-marzo 2005). È titolare della cattedra “Storia ed estetica della musica” al Conservatorio”di Padova. Nel 2006 e nel 2007 ha tenuto, con notevole successo e per la prima volta nella storia dei Conservatori, un corso di propria ideazione sugli Aspetti classici nella musica dei Beatles (con P. Messina): una pubblicazione sullo stesso tema uscirà nel 2008.

Tra i suoi lavori più importanti i volumi: Antichi strumenti veneziani. 1500-1800: quattro secoli di liuteria e cembalaria, 1987 (Premio Lyons Club 1989); Strumenti musicali a Venezia nella storia e nell'arte dal XIV al XVIII secolo,1995; L'Angelo scarlatto del Mattino. Il mistico e la musica in Marcel Proust, 1997 e Oscar Chilesotti 1848-1916. Un intellettuale veneto tra cultura e musica, 1998; Schubert e Goethe tra classicismo e romanticismo, 2000; Romeo e Giulietta e altri drammi shakespeariani. Musica, Cinema e Letteratura dalle origini a Franco Zeffirelli a Nino Rota, 2002; Le feste galanti. Scene d’amore e di musica in Antoine Watteau, 2006; S. Toffolo-P. Venturini, Tre compositori di fronte a Nietzsche: Wagner, Mahler e Strauss, 2007); Oscar Chilesotti. Da un codice del Cinquecento. Transcription for Lute or Guitar, from a 16th-century Lute Manuscript, 2002; Venezia nel cinema di Luchino Visconti. Da Senso di Camillo Boito a Morte a Venezia di Thomas Mann, 2006. Di imminente pubblicazione: Proust e Venezia. Immagini della città nella “Recherche”; La ‘Musica’ nell’arte veneta da Paolo Veneziano ai Tiepolo; e i due voll. Liuteria e cembalaria nella storia di Venezia (vol. I: Costruttori di strumenti a pizzico e ad arco; vol. II: Costruttori di strumenti a tastiera e a fiato).

 

Tra i suoi lavori più importanti i volumi:

Antichi strumenti veneziani. 1500-1800. quattro secoli di liuteria e cembalaria, Arsenale, 1987 (presentazione di G. Morelli, premio Lyons Club 1989: “Indispensabile premessa a future esperienze storiografiche”; E. Selfridge-Field: “I highly recommended”, Early Music, august, 1989, p. 413);

 

Strumenti musicali a Venezia nella  storia e nell'arte dal XIV al XVIII secolo, Turris, 1995 (presentazione di C. Gallico: “Chi ci sa dare la nota equilibrata, quella che accorda unitamente la maggiore giustezza possibile dei dati eventuali con l'accorta, sensibile bilancia dei valori? Proviamo dunque a leggere Toffolo”; G. Ferraris: “Un lavoro immenso un libro essenziale, e un formidabile, esso stesso, strumento culturale”, Il Fronimo, luglio 1996, pp. 47-48; Gente Veneta, n.17, 11 maggio 1996, p.13: “L'opera è interessante e accattivante soprattutto per l'occhio con cui l'autore ha affrontato l'argomento. Uno sguardo critico sapiente e soprattutto aperto e lungimirante, capace di vedere in una sola disciplina le complesse relazioni che essa mantiene con ciò che apparentemente potrebbe dirsi estraneo o diverso”; E. Selfridge-Field: “Scholars will find a wealth of leads to follow”, Notes, june 1997, pp.1152-1153).

 

Per “Il segno” dei Gabrielli Editori ha pubblicato : L'Angelo scarlatto del Mattino. Il mistico e la musica in Marcel Proust, 1997 (M. Pezzani: “Un pomeriggio all'insegna dell'inedito, non solo per quanto riguarda lo scritto di Toffolo 'ricercatore', ma per la nuova visione di Proust che l'autore offre al lettore”, L'Arena di Verona, 9 giugno 1997, p.169; S. Cappelletto: “Stefano Toffolo osa di più: la Recherche si può leggere come una partitura. Gli esempi sono davvero tanti”, Tutto libri; C. Magris: “Grazie per il libro proustiano, che ho avuto con molto piacere; sono arrivato a quella pagina molto bella sulle sinestesie nell'ascolto di Swann della sonata nel salotto dei Verdurin”, lettera da Trieste del 26 ott. 1999; “Caro Stefano sto leggendo i tuoi libri con grande interesse. Ho finito il libro su Proust. È straordinario”, Pedrag Matvejevic, Roma 13.5. 2003) e Oscar Chilesotti 1848-1916. Un intellettuale veneto tra cultura e musica, 1998 (presentazione di A. Díaz: “Per la prima volta ci viene presentata una chiara immagine di Oscar Chilesotti. Anzitutto ingraziamo il dr. Stefano Toffolo per essere stato il primo a prendere questa iniziativa attraverso le emozionanti investigazioni che sono contenute in questo volume. Consiglio caldamente questo prezioso volume”; G. Ferraris: “Toffolo è uno studioso eclettico. Lo studio ha meriti diversi senza dubbio. Un altro merito è certamente quello della capacità che ha Toffolo di basare le proprie ricerche su una infinita quantità di documenti che testimoniano oltretutto i suoi interessi nella filosofia, nella storia, nella letteratura, nella organologia e ovviamente nella musica e nella musicologia.”; S. Delfino: “Un libro bello e approfondito.”, La Stampa di Imperia, 1 sett. 1998; M. Ophee: “Toffolo gives a very detailed  description. This is an important book wich will greatly benefit from a translation into English.”, The Lute, xxxix, 1999, pp. 55-57); “[…] lavoro straordinario” (J. Cardoso).


 

Per le edizioni Armelin Musica: Schubert e Goethe tra classicismo e romanticismo, 2000 (M. Riboni: “Solo la penna di un grande erudito poteva firmare felicemente un lavoro di tale difficoltà. Un libro altamente raccomandabile.”, Il Fronimo, ott. 2001, pp. 53-54; B. Bovo: “Un lavoro che si muove su piani diversi e che ha il pregio, non unico, di prestarsi a diversi tipi di lettura e di lettura", Esodo, n. 4 ott.-dic. 2001, pp. 77-79; A. Sinigaglia: “Stimolante indagine.”, La Stampa di Torino, Tutto libri, 15 dic. 2001, p.10; S. Cappelletto: “Acute osservazioni si accompagnano ad un'ansia enciclopedica. La qualità del lavoro è alta.”, Tutto libri, 19 genn. 2002, p.11; P. Parnisari: “Libro ricco e prezioso”, La Nuova Sardegna, 4 febbr. 2002; L. Michielon: “Un taglio trasversale originale e polivalente che intreccia competenze musicologiche e letterarie. Un testo indispensabile.”, Il Gazzettino, 20 marzo 2002, p. 22; C. Fertonani: “Dagli anni Novanta, questa rinnovata fortuna critica di Schubert ha preso corpo soprattutto nella pubblicazione di volumi che rispecchiano una vitalità e un respiro spesso internazionale come Schubert e Goethe tra classicismo e romanticismo di Stefano Toffolo”, Amadeus, febbr. 2005, p. 47); Romeo e Giulietta e altri drammi shakespeariani. Musica, Cinema e Letteratura dalle origini a Franco Zeffirelli a Nino Rota, 2002 (M. Riboni: “La disinvoltura con cui lo studioso veneziano si muove fra argomenti così differenti e distanti fra loro non può non colpire, soprattutto se a tale disinvoltura corrispondono precisione, approfondimento e, al tempo stesso, sintesi e chiarezza. Ancora una volta, quindi, un ottimo libro.”, Il Fronimo, genn. 2002, pp. 55-56; C. Bolpin: “Il libro di Stefano Toffolo ha la rara capacità di coniugare competenza scientifica interdisciplinare e divulgazione documentaria e corretta. Toffolo intercetta diversi livelli di interesse e offre a tutti informazioni, frutto di studi originali e 'curiosità', che stimolano l'intelligenza e la voglia di conoscenza.”, Esodo, n.4, ott.-dic. 2002, pp. 72-73 (cfr. il sito: www.armelin.it). Ha curato la l’Introduzione al vol. Oscar Chilesotti. Da un codice del Cinquecento. Transcription for Lute or Guitar, from a 16th-century Lute Manuscript, Editions Orphée, Columbus, OH, 2002.

Per le edizioni Armelin ha fondato inoltre la collana “La Musica e le Arti” di cui è direttore: Nr.1: S. Toffolo, Le feste galanti. Scene d’amore e di musica in Antoine Watteau, 2006 (G. Ferraris: “Stefano Toffolo è un liutista che ha molto investito nell’aspetto culturale della musica […] non si accontenta nei suoi scritti di raccontare fatti storici ma riesce a costruire un discorso molto più globale, grazie ad una serie di rimandi nel campo della letteratura, della pittura, dell’organologia. Tra volumi, saggi e monografie, molti dei quali recensiti su “il Fronimo” […] Alcuni di questi volumi sono stati degli autentici best sellers. Nei suoi scritti Toffolo non tratta un argomento alla volta come la musica, l’organologia o l’iconografia, ma riesce sempre a trovare collegamenti interdiscipinari. Anche con Le Feste galanti ci conduce in un progetto multidimensionale di non solo pittura, ma di musica, di moda, di costume e di storia. […] ci troviamo di fronte a un libro complesso […] ma il tutto è spiegato con chiarezza, essenzialità ma al contempo con la profondità di chi ha la visione globale della materia.”, il Fronimo, n. 137- genn. 2007, pp. 59-60il, ; Nr. 2: S. Toffolo-P. Venturini, Tre compositori di fronte a F. Nietzsche: R. Wagner, G. Mahler e R. Strauss, 2006.

Ha ideato e curato il vol.: Venezia nel cinema di Luchino Visconti. Da “senso” di Camillo Boito a “Morte a Venezia” di Thomas Mann, Edizioni, 2006 (L. Michielon: “In occasione del duplice anniversario della nascita e della morte di Luchino Visconti (1906-1976), è uscito in questi giorni in libreria  un originale volume ideato e curato da Stefano Toffolo dal titolo “ Venezia nel cinema di Luchino Visconti. Da Senso di Camillo Boito a Morte a Venezia di Thomas Mann”(Ed. Nattan , 2006).

La nuova avventura conoscitiva proposta dallo storico della musica veneziano - da sempre sensibile, nel proprio percorso di ricerca, alla valorizzazione dell’interdisciplinarietà – lascia emergere con efficacia la vastità e profondità di orizzonti estetici abbracciati dal celebre regista milanese […] L’agilità e la chiarezza espositiva del volume, corredato da alcune immagini a colori, invogliano alla lettura e alimentano la curiosità su aspetti dell’universo creativo viscontiano in parte ancora abilmente celati dal suo autore al nostro sguardo.”  Il Gazzettino di Venezia, 7 gennaio 2007.

 

 

RECENSIONE DALLA RIVISTA "IL FRONIMO"

Stefano Toffolo è un liutista che ha molto investito nell’aspetto culturale della musica. Professore di Storia ed estetica musicale, Iconografia musicale e Storia del lied, della mélodie e della romanza al Conservatorio Vicenza, non si accontenta nei suoi scritti di raccontare fatti storici ma riesce a costruire un discorso molto più globale, grazie ad una serie di riferimenti culturali nel campo della letteratura, della pittura, dell’organologia […] volumi, saggi e monografie, molti dei quali […] sono stati degli autentici best sellers.

Nei suoi scritti Toffolo non tratta un argomento alla volta come la musica, l’organologia o l’iconografia, ma riesce sempre a trovare collegamenti interdisciplinari. Anche con Le Feste galanti ci conduce in un progetto multidimensionale di non sola pittura, ma di musica, di moda, di costume e di storia. [] Nelle rappresentazioni musicali del pittore, Toffolo individua il filo rosso che collega gran parte della cultura del tempo. In un dipinto, infatti, c’è anche il musicista e  lo strumento musicale ritratto con precisione, ma soprattutto possiamo visualizzare il contesto in cui la musica agisce: il paesaggio, i costumi degli attori, i vestiti, l’ambientazione delle esecuzioni musicali, l’architettura di case e chiese, insomma quel particolare mondo della grande nobiltà, presieduta dal re, a cui aveva accesso il pittore.

Toffolo inquadra anzitutto il periodo storico, quello di Luigi XIV, il Re Sole, alla cui corte la musica aveva una funzione di primaria importanza […] L’autore analizza poi le varie tipologie di strumenti dedicando un capitolo a ciascuno di essi […] Ogni tipologia di strumento viene ampiamente documentata con  esempi tratti dai dipinti stessi.

La predilezione di Toffolo va ovviamente agli strumenti a pizzico: nelle chitarre egli individua le posizioni delle dita che tastano gli accordi ed evidenzia una serie di dettagli costruttivi, rose ponticelli e capotasti, che rendono lo strumento estremamente realistico. […]

Insomma ci troviamo di fronte ad un libro complesso: tratta di storia, musica, poesia, ballo, organologia; ma il tutto è spiegato con chiarezza, essenzialità ma al contempo con la profondità di chi ha la visione globale della materia. […]