2252

Antonio Juvarra 

Le Riflessioni di Giambattista Mancini, maestro di canto alla corte di Vienna.

Commento del grande trattato di canto settecentesco

€ 18,00
ISBN 978-88-99619-19-0
N. Collana MAN 139
pp. 96,  cm 16 x 23
 

collana MANUALI

ALTRI LIBRI SULLA MUSICA

In questo fondamentale trattato di Giambattista Mancini troviamo espresse in maniera lucida, riconducendole alle loro vere cause, le più importanti prescrizioni tecnico-vocali della scuola di canto italiana storica. Ad esse continueranno a ispirarsi i più grandi cantanti non solo del Settecento, ma anche dell’Ottocento e persino alcuni del Novecento, come Enrico Caruso, Aureliano Pertile, Beniamino Gigli e Giacomo Lauri Volpi.

A partire dalla seconda metà dell’Ottocento questa superiore concezione tecnico-vocale dovrà cedere il passo a una diversa concezione, meccanicistico-foniatrica, inaugurata da Manuel Garcia jr, che metterà al centro dell’apprendimento del canto il controllo muscolare diretto e localizzato, invece che indiretto e olistico, della voce.

Ad quest’ultima dobbiamo l’affermarsi di due falsi storici, tra loro collegati: l’idea che il meccanicismo muscolare rappresenti un’evoluzione rispetto alla tecnica belcantistica e l’idea che il repertorio a cavallo tra Ottocento e Novecento si debba cantare utilizzando questo grossolano tipo di tecnica vocale.

La semplice lettura del trattato di Mancini, con la sua visione lucida e rigorosamente empirica (nel senso originario di un approccio al canto basato sull’esperienza diretta, sensoriale del fenomeno e non sulle astrazioni intellettuali), sarà sufficiente a spazzare via come banali luoghi comuni pseudo-scientifici le idee portanti del moderno meccanicismo vocale foniatrico.

 

L'AUTORE

ANTONIO JUVARRA insegna canto all’Accademia d’arte lirica di Osimo (con Raina Kabaivanska, Lella Cuberli e William Matteuzzi) e storia delle tecniche vocali al Conservatorio di Castelfranco Veneto. Ha cantato come solista nei più importanti teatri lirici, tra cui la Scala di Milano, la Fenice di Venezia e l’Arena di Verona, con direttori come Riccardo Muti, Gianandrea Gavazzeni e Julius Rudel.

Oltre che di numerosi saggi e articoli, è autore dei seguenti testi sul canto:  il trattato Il canto e le sue tecniche (Ricordi, 1987), il metodo teorico-pratico Lo studio del canto (Ricordi, 1999), entrambi adottati come testi di studio in molti conservatori italiani, il volume di aforismi Riflessioni figurate sul canto (Armelin, 2002), i libri I segreti del belcanto. Storia delle tecniche e dei metodi vocali dal Settecento a oggi (Curci, 2006), Cantare, decantare, incantare (Ut Orpheus, 2011), Incontri, esperienze e idee sul canto, (Ut Orpheus, 2013), Canto perduto, canto ritrovato (Armando, 2014), il libro con DVD La tecnica vocale italiana (Armelin, 2014) e i volumi Esserci o non esserci nel canto (Ut Orpheus, 2014) e In principio era il canto (Ut Orpheus, 2015). Ha curato inoltre, per la casa editrice Armelin, l’edizione moderna del metodo teorico-pratico di Francesco Lamperti.

E' stato invitato a tenere corsi di canto presso il Mozarteum di Salisburgo, il Conservatorio Superiore di Strasburgo, la Scuola dell’opera italiana di Bologna oltre che presso numerosi conservatori italiani, tra cui il Conservatorio di Napoli e il Conservatorio di Venezia, ed ha partecipato come relatore a vari congressi scientifici internazionali sulla voce cantata

.

 

 

 

 

Dello stesso Autore: