Emanuele Krakamp

(1813 - 1881)

Elegia a Vincenzo Bellini, op. 257 
Per Flauto e Pianoforte
Edizione a cura di Angelica Celeghin
N. Cat. PDM 093

€ 12,00

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Altre composizioni per FLAUTO
 

 

Emanuele Krakamp (1813-1881) fu certamente un proteiforme personaggio della vita musicale dell’Italia pre e post unitaria: sagace promotore culturale in area nazionale per la diffusione della musica strumentale e la composizione ad essa connessa – in zona geografica centro-meridionale sarà il primo, insieme all’amico Mercadante, ad essere iscritto come socio onorario alla Società del Quartetto di Firenze -; noto impresario teatrale; riconosciuto esperto nel settore della musica bandistica; didatta dalla comprovata esperienza; impavido attivista politico e rivoluzionario; ma ancor più, rinomato ed apprezzato viruoso-compositore.

 

Krakamp giungerà per primo ad adottare in Italia il nuovo modello di flauto del 1847 di T. Boehm: infatti, ben consapevole ma noncurante di muoversi in controtendenza, si farà promotore di incalzanti, accalorate, quanto perspicaci e lungimiranti arringhe difensive pro il nuovo sistema, partecipando vigorosamente a quelle querelles artistico-scientifiche che abbondantemente riempirono le colonne della stampa specialistica italiana ed estera.

 

Impegnato personalmente nella divulgazione del nuovo flauto anche attraverso la traduzione in italiano di saggistica straniera, pubblicherà intorno al 1854 per Ricordi, primo episodio in Italia, un importante ma purtroppo ancor oggi assolutamente misconosciuto Metodo per il flauto cilindrico alla Boehm. L’opera rappresenta in modo articolato e coerente il pensiero estetico-musicale di Krakamp, ravvisandosi già gli stilemi linguistici sui quali si muoverà la sua produzione concertistica. Allegretto agitato, Allegro con fuoco, Risoluto, Con energia sono alcune delle indicazioni di agogica rivelatrici del carattere interpretativo, ricco talvolta di spiccati impulsi improvvisativi così intensi come se il dover fissare sulla carta diventasse per lui una costrizione della stessa scrittura. Ma non solo, quando suggerisce Con molta delicatezza e leggerezza, Perdendosi, Dolce espressivo, Freschezza e semplicità,  Krakamp sollecita l’esecutore alla ricerca di atmosfere raffinate e generose di nuances timbrico-dinamiche.

 

In altro ambito, la nascita di periodici e gazzettini specializzati funge da orecchio di Dioniso per le attività concertistiche dei grandi interpreti: ecco allora che i virtuosismi strumentali dei vari Thalberg, Vieuxtemps e del nostro Krakamp celebrati dagli articolisti, diventano la garanzia di sicuro successo per la nuova composizione che l’editore metterà a stampa e che diverrà argomento di studio per quella nuova figura paradigmatica che va sotto il nome di dilettante.

 

Questo è il caso di gran parte delle opere pubblicate di Emanuele Krakamp, di cui questa deliziosa e raffinata Elegia - A Vincenzo Bellini  Op. 257 per flauto e pianoforte è un esempio: qui il linguaggio dialogico tra melodia e vocazione cadenzale, conduce ad un grazioso gioco di perfetto equilibrio paritetico tra le due voci.

Emanuele Krakamp ( Messina 1813–1881 ) was without doubt an extremely versatile figure  on the Italian musical scene in the periods both before and after unification. He promoted instrumental music on a national level, together with the related art of composition and, in the central and southern regions of the country, was the first – along with his friend Mercadente- to be made an honorary member of the Florentine Quartet Society. He was also a renowned theatrical impresario and a recognized expert in the field of band music, as well as an experienced teacher, fearless political activist and revolutionary. Above all else, however, he was a famous and highly-esteemed virtuoso and composer.

Krakamp was the first in Italy to use T. Boehm’s new flute of 1847. Well aware – but heedless - of the fact that his ideas went against the prevailing current, he made repeated, heated and far-seeing speeches in support of the new system, entering fully into those artistic-scientific disputes which crowded the pages of both Italian and foreign specialist publications.

Personally committed to spreading use of the new flute by means also of Italian translations of foreign papers, in 1854 he published for Ricordi – a precedent for Italy - the important Metodo per il flauto cilindrico alla Boehm  (‘Method for the cylindrical flute alla Boehm’), a work that is sadly still hardly known today. This work presents Krakamp’s aesthetic and musical ideas in a well-organised and coherent manner, in which we may already recognise the linguistic elements of style on which his concert work was to be based. Allegretto agitato, Allegro con fuoco, Risoluto, Con energia are just a few of the elements which reveal the interpretative nature of his work, sometimes so rich in an intensity of improvised impulses that it seems as though the act of setting them down on paper is demanded by the writing itself.  Moreover, when he suggests Con molta delicatezza e leggerezza, Perdendosi, Dolce espressivo, Freschezza e semplicità, Krakamp stimulates the performer in his quest for a refined atmosphere of tonal-dynamic nuances.

In another sphere, the birth of specialised magazines and periodicals functioned as an amplifier for the concert work of great performers. Thus the instrumental virtuoso performances of those such as Thalberg, Vieuxtemps and Krakamp were celebrated in articles which ensured the success of any new compositions the publisher sent to press and became the object of study for that new paradigmatic figure, the dilettante.

This holds true for most of the works published by Emanuele Krakamp, of which his  delightful, refined Elegia – A Vincenzo Bellini  Op. 257 for flute and piano is an example. The dialogue between melody and cadence produces a graceful play on the perfect balance between the two voices.