Julius Benedict 

(1804 – 1885)

La Capinera 
Canzone per Soprano con accompagnamento di Pianoforte e Flauto obbligato.
Parole di Francesco Rizzelli
Edizione a cura di Angelica Celeghin
N. Cat. PDM 116

€ 12,00

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Altre composizioni per FLAUTO
Altre composizioni per CANTO E STRUMENTO OBBLIGATO

 

Così J.F.Barnett si esprimeva a proposito di Sir Julius Benedict:

Egli era uno dei più impegnati musicisti del tempo… Qualcuno diceva di lui che componesse durante la notte per insegnare di giorno…era uomo dai modi attraenti e naturalmente uomo di società; tuttavia…..si dimostrava sempre disponibile.

Al di là dell’elegante humor inglese, resta il fatto che Julius Benedict fu musicista estremamente attivo e poliedrico: compositore, direttore d’orchestra, pianista e didatta, allievo di Hummel e di Weber - The Lily of Killarney sarà la sua opera più famosa - ben introdotto in società, nel 1835 venne persuaso da Maria Malibran, grande icona del mondo operistico, a stabilirsi a Londra dove ricevette più tardi il titolo nobiliare. Nominato nel 1845 direttore artistico del Festival di Norwich, dal 1860 cominciò a dedicarsi alla composizione di cantate profane per lo stesso Festival.

Sul frontespizio del brano così leggiamo: “Canzone cantata dalla Sig.ra Adelina Patti”. L’artista (1843-1919), dotata di vocalità prodigiose, dominò il pubblico di tutta l'Europa e degli Stati Uniti nella seconda metà dell'Ottocento, richiamando moltitudini di fans in delirio; diva ante litteram, si presentava con un ampio repertorio, improntato sui ruoli drammatici dei grandi operisti, da Rossini, Gounod a Verdi ma anche su  composizioni da salotto. Per l’editore quindi l’autorevolezza di un simile nome costituiva garanzia di immediato successo per l’opera che andava a pubblicare.

Il richiamo a scenari naturalistici ha da sempre costituito forte attrazione per pubblico ed esecutori: dai gardellini di Vivaldi, agli usignoli di Ciardi e Delibes la casistica è varia. Così anche il binomio voce-flauto con accompagnamento di pianoforte è stato nel tempo molto visitato: già gli italiani Giulio Briccialdi e Vincenzo De Michelis furono gli eleganti autori rispettivamente di Una madre e Dolce rimembranza; ad ulteriore conferma della frequentazione di questo organico, R.S.Rockstro riporta notizia di altre composizioni di cui però sfortunatamente sembra persa la traccia: lavori di Altes, Carte, Macfarren, Ribas e di altri compositori, oggi non più molto noti.

Dopo poche battute d’introduzione del flauto che si esprime subito su figurazioni onomatopeiche, si inserisce la voce, giocando in dialogo con gli altri due strumenti; a chiudere, una svettante cadenza a carattere strumentale di coinvolgente effetto viene giocata tra la voce ed il flauto.

 

J. F. Barnett had these words to say about Sir Julius Benedict:

He was one of the busiest musicians of the time .... It was said by some he composed during the night and taught during the day ..notwithstanding he continued to be present at nearly every important concert or fashionable reception given by patrons of musical art…..Benedict was a man of engaging manners, and, of course, quite a society man; yet…. he was at all times most accessible.

Aside from the elegant English humour, the fact remains that Julius Benedict was an extremely active and versatile musician – he was a composer, orchestral conductor, pianist and teacher,  a pupil of Hummel and Weber (The Lily of Killarney was to be his most famous work) and well introduced into society.  In 1835 he was persuaded by Maria Malibran, a great icon of the opera world, to settle in London , where he later received his knighthood.  In 1845 he was appointed artistic director of the Norwich Festival, and from 1860 he began composing secular cantatas for this festival.

The title page of the work carries these words:  A song sung by Signora Adelina Patti”.  This prodigious singer (1843-1919) dominated the public of the whole of Europe and of the United States in the second half of the nineteenth century, attracting legions of delirious fans like a star ahead of her time.  She had a broad repertoire, based on the dramatic roles of the great opera composers such as Rossini, Gounod and Verdi, but which also included drawing-room compositions.  The authoritativeness of a name such as hers on a work just about to be published was thus a guarantee of immediate success for the publisher.

The evocation of scenes of nature has always strongly attracted both the public and performers:  there are many such compositions, from Vivaldi’s gardellini to the usignoli (nightingales) of Ciardi and Delibes.  The combination of voice and flute with piano accompaniment has also always been popular:  the Italians Giulio Briccialdi and Vincenzo De Michelis were the elegant composers respectively of A Mother and Sweet Remembrances; as further proof of the popularity of the voice-flute combination R.S. Rockstro refers to other compositions which unfortunately appear to have been lost: works by Altes, Carte, Macfarren, Ribas and other composers who are not very well known nowadays.

After a few introductory bars by the flute, with figurations which immediately echo the birdsong, the voice comes in, holding a dialogue with the two instruments. The work ends with a soaring instrumental-type cadenza of great effect which is tossed back and forth between the voice and the flute

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