Cesare Ciardi 

(1818-1877)

The Nightingale 
Scherzo for voice and flute with piano accompaniment, op 61.
English words by Josepf Cantor
Edizione a cura di Angelica Celeghin
N. Cat. PDM 117

€ 12,00

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Il tema dell’usignolo, ampiamente sviluppato nel corso dei secoli, ci porta inevitabilmente alla memoria il lontano 1816: si legge da R.S.Rockstro che due anni prima di quella data il già famoso Jean Louis Tulou - che ricopriva l’ambito posto di primo flauto al Grand Opera di Parigi - per continuare a detenere l’alloro del primato artistico si vide costretto a confrontarsi in gare di bravura non appena comparì sulla scena parigina un temibile avversario, il rampante enfant prodige Louis Drouet. Le gare trovarono un esito solo due anni dopo e cioè nel 1816, quando per acclamazione unanime il pubblico parigino decretò Tulou vincitore assoluto dopo la sua strabiliante esecuzione del difficilissimo e straordinario solo dell’opera di L.S.Lebrun Le Rossignol; opera che, a detta anche di F.Sconzo era “di scarso valore artistico, ma (che) si resse sulle scene fino al 1852, raggiungendo ben 227 rappresentazioni solo in merito alla magnifica gara di vocalizzo tra la cantante ed il primo flauto”.

                Un altrettanto famoso e consumato Rossignol  lo troviamo firmato da Alexandre Alabieff (1787-1851) di cui Cesare Ciardi (Firenze 1818-Strelna 1877), seguendo la sua passione per i temi popolari tanto toscani che russi, realizzò quest’incantevole e ardita versione cameristica per soprano, flauto e pianoforte dal titolo Le Rossignol Duo Op.61 pour chant et flute avec piano, pubblicata per le Edizioni Kistner di Lipsia. A testimonianza della grande notorietà raggiunta dalla composizione e dallo stesso compositore, Casa Ricordi verso la seconda metà del 1800 decise di approntare due edizioni, in italiano e in inglese, ma quest’ultima con dedica al soprano Laura Smart e al flautista V.L.Needham, probabile segno della rottura del rapporto di amichevole collaborazione lavorativa con Ciardi.

Dopo un breve ma deciso preludio cadenzato del flauto, di vivaldiana memoria, la voce apre il dialogo su un andantino espressivo in re minore in tempo composto; il brano prosegue poi, attraverso fluttuanti percorsi tra la tonalità omonima maggiore e quella minore, su virtuosistiche figurazioni onomatopeiche e frasi melodiche condotte fra il canto e il flauto. Il finale scintillante di spiccato virtuosismo vocale-strumentale chiude lo scherzo sulla brillante tonalità di re maggiore.

 

The theme of the nightingale, which occurs frequently down the centuries, inevitably takes us back to the year 1816:  R.S. Rockstro tells us that two years before that date the already famous Jean Louis Tulou, who held the coveted position of first flute at the Paris Grand Opera, found himself obliged, in order to preserve his artistic primacy, to compete in bravura with a formidable adversary, the up-and-coming enfant prodige Louis Drouet, when he appeared upon the scene in Paris.  These contests came to an end only two years later, in 1816, when by general acclaim the Parisians declared Tulou absolute winner following his astounding performance of the extraordinary and very difficult solo in L. S. Lebrun’s Le Rossignol, a work which F. Sconzo declared to be of only slight artistic worth, but one (which) held the scene right up to 1852, with as many as 227 performances, simply by virtue of the magnificent competition in vocalization between the singer and the first flute.

An equally famous and consummate Rossignol  is that of Alexandre Alabieff (1787-1851), of which Cesare Ciardi (Florence 1818-Strelna 1877), with his passion for both Tuscan and Russian folk themes, created this enchanting and original chamber version for soprano, flute and piano entitled Le Rossignol Duo Op. 61 pour chant et flute avec piano, which was published by Kistner of Leipzig.  The fame achieved both by this work and by its composer is shown by the fact that in the second half of the nineteenth century the Ricordi publishing firm decided to put out two editions of the work, one in Italian and one in English, the latter with a dedication to the soprano Laura Smart and to the flautist V.L. Needham which is probably an indication of the end of the friendly collaborative working relationship with Ciardi.

After a short but spirited cadenced prelude on the flute which recalls Vivaldi, the voice opens  the dialogue with an expressive andantino in D minor in compound time;  the work then continues, fluctuating between the major and minor key, with virtuoso figurations echoing the birdsong and melodic phrases alternating between the voice and the flute.  The sparkling finale, marked by its vocal and instrumental virtuosity, brings the scherzo to an end in the vivid  key of D major.