Gaetano Donizetti

(1797-1848)

Quintetto in Do maggiore

Per Chitarra, due Violini, viola e Violoncello

Revisione e diteggiatura per chitarra di Raffele Carpino
Partitura e parti    € 40,00
NUMERO ORDINE  A1278M
ISMN M-2158-1278-9
NUMERO COLLANA PDM 134

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Altre composizioni per CHITARRA

Collana Passatempo Dilettevole dei Musicisti

 

INTRODUZIONE DI RAFFAELE CARPINO:

Da anni mi occupo di musica per e con chitarra dei sec. XVIII - XIX, proponendo maggiormente opere sconosciute al pubblico; l'augurio per questo mio lavoro è di vedere rivalutato il nostro repertorio cameristico, arricchendolo di opere non seconde a nessun altra per la loro importanza storico - musicale.

 

Il Quintetto in Do, proposto per quartetto d'archi e chitarra, è l'unico scritto con questo organico da Donizetti: risale probabilmente al primo periodo del soggiorno napoletano, intorno al 1822 ed è strutturato in sei movimenti: I - Larghetto - Allegretto, II - Andante Allegretto, III - Andante - Allegro, IV - Largo - Allegretto, V - Larghetto - Allegretto, VI - Andante - Allegro quasi presto, per una durata complessiva di circa 23'. Di tessitura senza dubbio classica, la musica cameristica donizettiana sta forse a ricordare l'esistenza concreta e viva della musica strumentale italiana, la quale, anche se non paragonabile alla cameristica classica viennese, porta con se un fascino particolare. Nel Quintetto è facilmente percettibile la freschezza compositiva che nasce dalla naturalezza melodica di vocazione operistica, il tutto in una schietta e briosa comunicabilità sempre diretta e precisa. Si tratta di una saggia prova d'ottima manifattura contrappuntistica, ben equilibrata e concertata tra gli archi e la chitarra, strumento non del tutto sconosciuto a Donizetti. L'opera presenta un formidabile avvicendarsi d'idee originali e sentimentalmente liriche, che spesso riconducono al lirismo melodrammatico imperante in quel tempo; inoltre possiede una vivacità melodica continuamente sostenuta dall'ammaliante armonia della chitarra che solo nel IV tempo tace, lasciando il discorso al quartetto, per riprendere subito nel V tempo. In verità questo Quintetto sconosciuto sembra dedicato proprio alla chitarra la quale, con sonorità timbriche calde ed intime, risalta ed incornicia lo sviluppo melodico galante e garbato degli archi. Donizetti ammirò sempre la chitarra, inserendola, abbinata all'orchestra, anche in alcune sue opere come nel Don Pasquale; fu amico anche di molti chitarristi dell'epoca e, cosa molto probabile, questo Quintetto gli fu chiesto proprio da qualcuno di loro: nel manoscritto però, privo di frontespizio, non compare nessun riferimento. L'opera è presente in partitura manoscritta ed è stata interamente revisionata, cosa non facile per il forte deterioramento e per la scrittura poco chiara e spesso alterata da macchie d'inchiostro. Ho curato, oltre alla revisione, l'intera diteggiatura per entrambe le mani della parte chitarristica, riscrivendo inoltre i bassi per la loro reale durata.

 

For years I have been concerned with 18th - 19th music for only the guitar or together with other ensembles, mainly proposing works unknown to the public: my wish for my efforts is to see our repertoire of chamber music revaluated, enriched with works second to none for their historical-musical importance.

 

The "Quintetto in Do", proposed for a quartet of stringed instruments with the guitar, is the only one written with this ensemble, by Donizetti: it probably dates back to the first period of his stay in Naples around 1822 and is structured in six movements: I - Larghetto - Allegretto, II - Andante Allegretto, III - Andante - Allegro, IV - Largo - Allegretto, V - Larghetto - Allegretto, VI - Andante - Allegro quasi presto, which last in all for about 23 minutes. A sage attempt at an excellent contrapuntal manuscript, a good balance and "concertata" between the stringed instruments and the guitar, which was not a completely unknown instrument to Donizetti. The work presents an impressive alternation of original and sentimental lyrical ideas, that often remind us of the melodramatic lyricism which prevailed at that time. Moreover a melodic vitality is always "sostenuto" by the fascinating harmony of the guitar which is silent only in the IV movement, leaving the discourse to the quartet, but resuming immediately in the IV one. This unknown "Quintetto" truly seems to be dedicated to the guitar which with its warm and intimate sonority tones emphasises and encircles the gallant and delicate melodic development of the stringed instruments. Donizetti always admired the guitar, including it together with the orchestra in some of his works, such as Don Pasquale; he was a friend of many guitarists of the period and it is very probable that this Quintetto was requested by one of them: however in the manuscript, which has no title page, no citation appears. The work is in the form of a handwritten score and has been completely revised, not an easy task due to the really bad deterioration and for the handwriting often with ink blots. As well as the revision I have seen to the complete fingering for both hands of the guitarist part, and also rewritten the bass in their real duration.