Ines Gollin

Patrizia Cavinato 

Universo criptico, op. 3

Sonata per flauto e pianoforte

€ 18,00

ISMN 979-0-2158-1972-6
NUMERO COLLANA PDM 322

sound clips
Sample Page
Altre composizioni per Flauto

Collana Passatempo Dilettevole dei Musicisti

 

Il desiderio di fondere la musica con altre forme artistiche come l’architettura e l’incontro con l’Architetto Paolo Brentel ha fatto nascere il desiderio di dare voce anche musicalmente a un’idea architettonica come la Chiesetta del Ciclista, collocata alle pendici delle colline vicine alla suggestiva Città di Marostica. Ne è nata una Sonata “Universo Criptico” nella quale le linee geometriche della materia si fondono con il calcolo armonico della musica.

Piccola storia dell’opera:

Nel 2009 l’architetto bassanese Paolo Brentel ci contattò per mettere in musica una sua opera architettonica, la “Chiesetta della Madonna del Ciclista” (Premio Biennale Internazionale di architettura “Barbara Cappochin” edizione 2007) poiché sosteneva che parlava musicalmente, aveva una musicalità nascosta che chiedeva di essere esplicitata, tirata fuori. Ci siamo recate a Marostica presso la chiesetta e l’abbiamo osservata, studiata e ascoltata.

Siamo entrate subito in sintonia con questa esigenza di estrarre da essa suoni, armonie e atmosfere. Così abbiamo accettato la sfida.

Abbiamo catturato tutte le sue particolarità dai disegni del pavimento, dalle rotondità invisibili che delineano la struttura esterna, dalle polle magmatiche, antica storia del territorio circostante e dai racconti di Paolo riguardanti i suoi studi. Questa variegata serie di aspetti è stata elemento ispiratore della nostra composizione.

Il tutto si è fuso in riflessioni che abbiamo trascritto e trasformato in musica come se fosse stata la conseguenza più naturale. E’ stato un lavoro creativo sia a livello artistico – musicale sia linguistico- simbolico poiché ogni singola idea musicale nasce da un incontro dialettico ed emozionale tra materia e segno. Per noi realizzare la Sonata è stata una grande sfida perché rappresentava un enigma che volevamo decifrare, un mistero che desideravamo svelare. Nelle fondamenta della chiesetta una cripta misteriosa ci incuriosiva, dimora antica o futura. Passato e futuro trovavano un collegamento attraverso le linee, le pietre, i simboli, le campane, i suoni, verso un cielo inesplorato.

Questa era l’idea iniziale, l’unione tra le parti, tra parti diametralmente opposte tra loro. Tutto quello che abbiamo composto, risponde a un quesito. Ogni idea musicale ha una sua radice nelle forme e nelle origini della chiesetta, come la struttura della sonata stessa.

 

La composizione va ascoltata leggendo questa sorta di guida letteraria che scandisce le parti dei tre tempi.

 

 

I Tempo: ORIGINE

 

Richiamo di caccia, della natura

Mistero, buio, ignoto

Natura, pura, semplice, limpida

Magma in movimento

Comparsa di misteriose forme

Dalla terra il caos, l’origine.

 

Dalla natura incontrollata, in continuo movimento, nascono le forme, da forze oscure, potenti, ataviche, che l’uomo poi fa proprie e trasforma con la propria forza creativa diventando lui stesso parte della natura poiché incontrollato, in continuo movimento creativo. E’ questa la collocazione che ha l’artista nell’universo: prende, plasma, trasforma, crea.

 

 

 

II Tempo: INCONTRO

 

Incontro tra l’uomo e Dio

Incontro con la morte

Fine dell’esistenza terrena e inizio di una nuova avventura

Luogo misterioso di riflessione, di quiete, di riposo

Partenza per un nuovo viaggio avvolto nel mistero

Alla ricerca di …

Basi della chiesa, fondamenta solide, pilastri

 

Tutte queste idee hanno dato origine al secondo movimento. E’ una melodia lieve, soave quasi una preghiera; è un incontro tra l’uomo e Dio. E’ una rincorsa, nella seconda parte del movimento, come una continua ricerca che l’uomo compie nell’arco della sua esistenza, musicalmente realizzata con la forma a “canone” che si conclude con l’“incontro”.

 

 

 

III° Tempo: RITORNO

 

Dio, cielo, trinità

Sensazione d’incompletezza

Campane, richiamo dell’essere terreno a Dio

Sole, vetro, pietra producono briose iridescenti rifrazioni arcobaleno

La madre è sempre presente e non abbandona neanche con la morte i propri figli

Evanescenza, sospensione, eternità.

 

Il brano inizia con un richiamo di campane poi una frase libera introduce un tema gioioso che turbina, vibra, si muove, crea “rifrazioni arcobaleno”. Segue un frammento di un ricordo antico: la Madre. Ritornano la luce, la pietra, il vetro iridescente che si dissolvono e scorrono evanescenti, sospesi, verso l’eternità.