Luigi Salamon

Bach Flower Guitar

For solo Guitar

Partitura e parti: € 23,00

ISMN 979-0-2158-2414-0
NUMERO COLLANA PDM 468

Sample Page
Altre composizioni per Chitarra

Collana Passatempo Dilettevole dei Musicisti

 

FOREWORD

If we thought of the guitar as of a living organism, and not even with much imagination, we would find between its strings and its features, a Nature concentrate to the highest degree: the supple softness of a body, the sweetness of a caress between the delicate sounds, the passion of an ancestral thrill in the chordal expression, Mother Earth's heartbeat in the rumble of her sounding board. The guitar becomes a concrete expression of feelings, moods, not just emotions, the interpreter of human characteristics: uncertainty as if suspended on a rope, the doubt that spurts from the intelligence of being, the tremble of shyness, the play of a dreamer …

The union between emotions and music is atavic, since life experiences, find direct expression through the sound, a primordial element, and sound stimulates emotions, moods and images in us.

Through its portentous kaleidoscope, the guitar amplifies suggestions, lifebeats like brush strokes, exquisite sweetness, visceral passions, up to becoming a story teller, and coming alive thanks to the skilful, and hopefully always sincere, touch of the performer. The story, like the image and imagining, describes situations, emotional states, characters.

The twelve portraits that make up this work aim to be a gift, musical descriptions of defined personalities, inspired by the first twelve Remedies developed by the Welsh physician Edward Bach at the beginning of the twentieth century¹.

Investigating the human soul, developing knowledge, reaching the awareness that everything is interconnected, that our journey as human beings includes challenges, goals set and achieved, falls, victories: this is the prerogative of the holistic disciplines, such as Bach flowers, where our physical, mental and spiritual parts amalgamate in a gentle game of balances. But with defined courage, I dare to affirm that all this is also the prerogative of music, thanks to its power to raise the human being to an authentic feel mode and by virtue of its universality.

Here is the reason for this work: to unite the twelve personalities identified by dr. Bach, to the instrument that has always moved me, and makes me fall in love every day with its beauty, the classical guitar.

Hence was born, one year ago, the collaboration with Luigi Salamon, to whom I presented my project, in the form of jottings, notes, reflections, esoteric cues, that were useful for the creation of a set of small musical portraits (one for each individual flower), so much as to take the form of a suite, or nearly so. An idea, my own one, felt, desired, that Luigi promptly welcomed with commitment, will, passion, up to the point of urging this publication. His preparation and polyhedral experiences in the field of composition, combined with his extreme sensitivity and great love for music, made him the ideal achiever of this project; project that aims to be an attempt to bring to music and guitar, all the beauty of the floral-Bachian world, with respect to its rules and peculiarities.

Going from my structured work, Luigi Salamon translated into sound, in an interlocking of rhythm and various harmonic plays, the essence of each Flower, so that they can express by themselves, in a modern and at the same time ancient language, what is hidden in the depth of being.

The result of the union between our skills is straightforwardly transferred in this work, the first one to blend classical guitar and Bach flowers.

I hope this music may be appreciated, performed, divulged: the guitar is a refined instrument, which chisels each single note in order to compose mosaics of styles, expressions, emotions. And I still hope, perhaps in a somewhat sentimental way, that the charm of a tremolo, the starry sky of the harmonic sounds, the drumlike rhythms in the heart, the scratching dissonances, and the architecture of which the twelve floral portraits making up this work, are woven, might be like little flames, vibrating and throbbing with life.

 

PREFAZIONE

 

Se pensassimo alla chitarra come un organismo vivente, e nemmeno con molta fantasia, troveremmo tra le sue corde e le sue fattezze, un concentrato di Natura al massimo grado: la morbidezza flessuosa di un corpo, la dolcezza di una carezza tra il suono delicato, la passione di un brivido ancestrale nell’espressione accordale, il battito del cuore di Madre Terra nel rimbombo della sua cassa armonica. La chitarra diviene espressione concreta di sentimenti, stati d’animo, non solo emozioni; e si fa interprete di caratteristiche umane: l’incertezza come sospesa su una fune, il dubbio che scaturisce dall’intelligenza dell’essere, il tremolio della timidezza, il gioco di un sognatore…

Il connubio emozioni-musica è atavico, perché ciò che viene provato e vissuto, trova espressione diretta attraverso il suono, elemento primordiale, e ciò che è suono stimola in noi emozioni, stati d’animo, immagini.

Attraverso il suo portentoso caleidoscopio, la chitarra amplifica suggestioni, palpiti di vita come pennellate, dolcezze squisite, passioni viscerali, per arrivare a raccontare e raccontarsi, e prendere vita grazie all’abile, e, si spera, sempre sincero, tocco dell’esecutore. Il racconto, come l’immagine e l’immaginare, descrive situazioni, stati emozionali, caratteri.

I dodici ritratti che compongono quest’opera, vogliono essere un dono, descrizioni musicali di personalità definite, ispirate ai primi dodici Rimedi messi a punto dal medico gallese Edward Bach all’inizio del Novecento[1].

Indagare l’animo umano, sviluppare conoscenza, approdare alla consapevolezza che tutto è interconnesso, che il nostro cammino di esseri umani prevede sfide, mete fissate e raggiunte, cadute, vittorie: questo è appannaggio di discipline olistiche, come lo sono i Fiori di Bach, dove la nostra parte fisica, mentale e spirituale si amalgama in un gentile gioco di equilibri. Ma oso, con coraggio definito, affermare che tutto questo è appannaggio anche della musica, grazie al suo potere di innalzare l’essere umano a un sentire autentico e in virtù della sua universalità.

Ecco quindi il perché di questo lavoro: unire le dodici personalità individuate dal dott. Bach allo strumento che mi ha sempre commosso, e mi fa innamorare ogni giorno della sua bellezza, la chitarra classica.

Da qui nacque un anno fa la collaborazione con Luigi Salamon, a cui presentai il mio progetto, sotto forma di appunti, cenni, riflessioni, spunti esoterici, utili alla creazione di un insieme di piccoli ritratti musicali (uno per ogni singolo Fiore), tanto da assumere la forma di suite, o quasi. Un’idea, la mia, sentita, voluta, che Luigi accolse prontamente, con impegno, volontà, passione, fino a sollecitare questa pubblicazione. La sua preparazione, e le sue esperienze poliedriche nel campo della composizione, unite alla sua estrema sensibilità e al grande amore per la musica, lo hanno reso ideale realizzatore di questo progetto; progetto che vuole essere un tentativo di portare alla musica e alla chitarra, tutta la bellezza del mondo floreale-bachiano, nel rispetto delle sue regole e delle sue peculiarità.

Partendo dal mio lavoro strutturato, Luigi Salamon ha tradotto in suono, in un incastro di ritmo e giochi armonici dei più diversi, l’essenza di ogni Fiore, perché esso stesso possa esprimere, in un linguaggio moderno e allo stesso tempo antico, ciò che si nasconde nella profondità dell’essere.

Il risultato dell’unione delle nostre competenze si trasferisce in modo schietto in quest’opera, la prima che fonde chitarra classica e Fiori di Bach.

Mi auguro che questa musica possa essere apprezzata, eseguita, divulgata: la chitarra è uno strumento raffinato, che cesella ogni singola nota per comporre mosaici di stili, espressioni, emozioni. E mi auguro ancora, in modo forse un po’ sentimentale, che l’incanto di un tremolo, il cielo stellato dei suoni armonici, i ritmi come tamburi nel cuore, le graffianti dissonanze, e l’architettura di cui sono intessuti i dodici ritratti floreali che compongono questo lavoro, siano come piccole fiammelle, pulsanti e palpitanti di vita.

 

Lisa Fornasier

concertista e docente di chitarra classica

BFRP consulente certificata Bach Centre, iscritta al registro internazionale Practitioner

concert player and classical guitar teacher

BFRP certified Bach Center consultant, registered in the international Practitioner register

 

Translated from Italian by

Geta Rodica Carmen Ungureanu



[1] Cfr. Edward Bach, The Twelve Healers and other Remedies, London 1936; Nora Weeks, The Medical Discoveries of Edward Bach Physician, London 1938

 

Contents:

  1. Impatiens

  2. Clematis

  3. Chicory

  4. Mimulus

  5. Agrimony

  6. Centaury

  7. Cerato

  8. Scleranthus

  9. Water Violet

  10. Vervain

  11. Gentian

  12. Rock Rose