Riccardo Drigo
(1846-1930)

Scherzo per Pianoforte

A cura di Juan Mariano Porta

 

€ 13,00
ISMN 979-0-2158-2211--5
NUMERO COLLANA SAV 002

 
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Altre composizioni per Pianoforte

Collana Passatempo Dilettevole dei Musicisti

 

 

Riccardo Giuseppe Giambattista Drigo (Padova, 30 giugno 1846 - 1 ottobre 1930) fu pianista, compositore e direttore di orchestra. Studiò pianoforte con Antonio Jory e Pietro Bresciani, dopodiché, dal 1861 al 1864, studiò contrappunto e composizione con Antonio Buzzola nel Conservatorio di Venezia. Successivamente lavorò come pianista collaboratore al Teatro sociale (rinominato Teatro Garibaldi nel 1868) e prese lezioni di direzione col maestro Eugenio Terziani.

Il 26 luglio 1868 venne eseguita al Teatro nuovo di Padova la sua prima opera seria, Don Pedro di Portogallo che ottenne un considerevole successo. La morte del padre, sopravvenuta il 15 novembre dello stesso anno lo costrinse a dedicarsi all’insegnamento e a comporre danze che eseguiva nelle feste del Caffè Pedrocchi. Di questi anni sono le prime opere per pianoforte pubblicate: Una polka qualunque, Stelle padovane, Macinato, Sangue italiano, Sulle rive della Neva.

Nel 1872 ottenne il primo contratto per dirigere una stagione lirica dopo aver sostituito il maestro Ciocchi nella rappresentazione dell’opera I due orsi di Costantino Dall’Argine. Dal 1873 in poi iniziò a frequentare il salotto musicale di casa Sumàn dove confermò il suo valore come interprete e compositore.Negli anni compressi fra il 1879 e 1920 Drigo fu principalmente attivo a San Pietroburgo dove si affermò come figura di primo piano della vita musicale.

La svolta nella carriera ebbe luogo nel 1878 quando il direttore dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo, il barone Karl Karlovich Kister, gli offrì un contratto di tre mesi che posteriormente fu esteso a sette stagioni (1879-1886), per dirigere l’Opera imperiale italiana di San Pietroburgo. Di questo periodo è da citare l’operetta su versi di Enrico Golisciani La moglie rapita (1884).

Nel giugno 1884, Drigo partecipò all’inaugurazione del teatro di Padova, già Teatro nuovo, ribattezzato «Teatro Verdi» dopo sette anni di lavori; in quella stagione diresse Aida, Carmen e la Gioconda. Negli anni 1885-1886 ottenne l’incarico di concertatore e direttore alla Fenice di Venezia.

Nel 1886 tornò a San Pietroburgo come direttore supplente del ballo del Teatro imperiale dove collaborò con i principali danzatori e coreografi del tempo e diresse le prime della Bella addormentata e Schiaccianoci di Čajkovskij, e di Raymonda di Glazunov. Di questo periodo sono i suoi balletti La foresta incantata (1887), Il talismano (1889), Il flauto magico (1893), Il risveglio di Flora (1894), nonché il riadattamento del Lago dei cigni di Čajkovskij (1895). Con l’opera I milioni di Arlecchino (1900) ottenne infine un successo internazionale.

Con la rivoluzione russa il Teatro imperiale divenne Teatro di Stato e nel 1920 venne concesso a Drigo il rientro in Italia. Il maestro diresse per ultima volta al Teatro di Stato il 25 aprile 1920, scegliendo per l’occasione il suo balletto in due atti Le roman d’un bouton de rose.

Tornato a Padova visse presso la sorella continuando a comporre occasionalmente. Nel 1923 vinse un concorso di composizione promosso dal Comitato per i festeggiamenti del Redentore con la canzonetta E sempre la Nina. Nel 1929 compose Il garofano bianco, opera in un atto su libretto di Golisciani per il Teatro Verdi di Padova. L’anno successivo morì all’ età di ottantatré anni.