LIBRERIA MUSICALE ARMELIN ZANIBON

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LE NOSTRE BELLISSIME
MASCHERINE E FOULARD
DI PREGIATA FATTURA
COMODE E CHIC
con la riproduzione del manoscritto
del celebre Concerto per violino in La minore, BWV 1041 di J . S. Bach
Un meraviglio regalo di Natale

      

Uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università della California ha dimostrato che

la seta è di gran lunga il materiale migliore per realizzare mascherine

non solo perché è estremamente idrorepellente, ma anche per il fatto che è altamente traspirante. Inoltre, entrambe le proprietà si mantengono anche dopo ripetuti lavaggi.
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Mascherina Nera in Seta italiana
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LA SETA: IL MIGLIOR TESSUTO PER LE MASCHERINE

Qual è il miglior materiale per realizzare mascherine ? Uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università della California ha confrontato diversi tessuti e fibre per valutarne l’efficacia di protezione, trovando nella seta un materiale particolarmente indicato.
Il professor Guerra, docente di biologia al College of Arts and Sciences della Università della Calfornia, ha deciso allora di approfondire la possibilità di utilizzare la seta come materiale alterativo per le mascherine che, così composte, potevano essere lavate, sterilizzate e riutilizzate.

Guerra, che studia la complessa architettura dei bozzoli del baco da seta, si è chiesto se una mascherina realizzata con questo prezioso tessuto potesse fungere da barriera protettiva al pari, o anche meglio, di una N95 (che filtra almeno il 95% delle particelle sospese nell’aria, inclusa l’eventuale presenza del coronavirus). Questa intuizione nasceva dall’osservazione dei bozzoli che sono naturalmente idrorepellenti.

Insieme al suo team ha testato allora diversi tipi di tessuti come cotone, polipropilene (il materiale utilizzato in molte mascherine chirurgiche usa e getta) e seta per vedere quale aveva la maggiore probabilità di respingere l’umidità e in particolare le goccioline d’aerosol emesse da chi tossisce o starnutisce e che, come è ormai noto, sono un pericoloso veicolo di trasmissione di SARS-CoV-2.



La loro ricerca, pubblicata su Plos One, ha dimostrato che la seta era di gran lunga il materiale migliore, non solo perché è estremamente idrorepellente, ma anche per il fatto che è altamente traspirante. Inoltre, entrambe le proprietà si mantengono anche dopo ripetuti lavaggi.

“L’ipotesi in corso è che il coronavirus si trasmetta attraverso le goccioline respiratorie. Se indossassi strati di seta, questo impedirebbe alle goccioline di penetrare e di essere assorbite. Recenti lavori di altri ricercatori hanno anche scoperto che l’aumento degli strati di seta migliora l’efficienza di filtrazione. Ciò significa che il materiale di seta può respingere e filtrare le goccioline. E questa funzione migliora con il numero di strati” ha dichiarato Guerra.

Un altro vantaggio, spiega il professore, è che la seta ha proprietà antimicrobiche, antibatteriche e antivirali naturali che potrebbero aiutare a scongiurare il virus.

Gli studi hanno dimostrato che il rame, in particolare, può uccidere batteri e virus al contatto. Ed è qui che i piccoli bruchi hanno il loro “superpotere” come lo ha definito Guerra: “Il rame è la grande mania ora. La seta contiene rame. Le falene della seta addomesticate mangiano foglie di gelso. Incorporano il rame dalla loro dieta nella seta”

Ora lo stesso team di ricerca vuole capire per quanto tempo il virus sopravvive sulla seta e altri materiali.

Probabilmente è utile a contrastare il coronavirus, ma forse sarebbe meglio puntare su altri materiali dato che la produzione di seta non è certamente cruelty-free. I bachi, infatti, per produrre questo prezioso e costoso materiale, vengono sfruttati e una volta che hanno compiuto il loro lavoro (ossia hanno prodotto la seta) vengono uccisi, prima di avere l’opportunità di diventare farfalle.


Fonte:
Science Daily
Plos One