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Merlante, Fabiano

La Chitarra Arancione

Un metodo "aperto" in forma di ipertesto per il primo anno di studio

16,00

Organico:
MAN 047
9790215812987
21,5x31
Armelin Musica
Presentazione al metodo: Da quando ho iniziato ad insegnare ho sempre trovato difficoltà ad individuare un metodo che corrispondesse alle mie esigenze, un testo che ripercorresse le tappe che io stesso avevo seguito da allievo del primo anno di chitarra: il maestro Michelangelo Severi – mio insegnante dal I al X corso – mi comunicò fin da subito l’importanza di seguire un metodo graduale, in accordo con la fisiologia delle nostre mani, che non rinunciasse ad un percorso di affinamento dell’orecchio e del gusto musicale, che sottolineasse l’importanza del “suonare insieme” (pratica altamente formativa e particolarmente rimunerante, dal punto di vista della soddisfazione musicale). Tante cose da mettere d’accordo, tanti progetti, tante possibilità di insegnamento, ciascuna – per l’appunto – irrinunciabile. Dopo anni di sperimentazione su me stesso e sui miei allievi, finalmente sono riuscito a stendere quello che ritengo un sunto della metodologia didattica che seguo. Mi piace definire questo mio un metodo “aperto”, forse una sorta di “canovaccio” su cui sviluppare una moltitudine di esercizi e brani (secondo la mia opinione che prevedano sempre l’esecuzione a due o più strumenti), desunti il più possibile dalla produzione di autori universalmente riconosciuti come fondamentali per la storia del linguaggio musicale. Ci si propone così di abbozzare una traccia della storia della musica, che possa servire altresì come occasione di conoscenza stilistica. Ho cercato di concepire il presente metodo come una sorta di ipertesto, ossia un testo aperto in cui la successione degli esercizi non debba essere considerata rigidamente (eccezion fatta per i “fondamentali”, come ad esempio che la mano destra va impostata prima della sinistra, oppure che prima è bene esercitarsi con il 2° dito della mano sinistra, quindi con il 3°, a seguire il 1° ed infine il 4°), ma che possa tener conto in qualsiasi momento degli elementi appresi dall’allievo. È possibile, pertanto, utilizzare a livello didattico parti di esercizi diversamente dislocati nel presente metodo, laddove se ne ravvisi la necessità. Ecco che in questo modo molti degli accompagnamenti a corde a vuoto potranno essere eseguiti fin dalle prime lezioni; oppure, nel momento in cui l’allievo sarà in grado di suonare con il 2° e 3° dito della mano sinistra, si potrà tornare indietro a studiare la parte melodica di brani come l’Inno alla Gioia, all’inizio previsto come pretesto per un’esecuzione d’insieme ma con sole corde a vuoto. Altra possibilità sarà quella – al raggiungimento di uno stadio abbastanza avanzato, generalmente verso la fine del primo anno – di studiare i brani a due voci, facendoli eseguire per chitarra sola, dando così l’occasione di esercitarsi nella lettura su due righi. In ultima analisi, si vorrebbe esortare ciascuno di noi insegnanti ad arricchire ulteriormente il repertorio del primo anno di studio, attingendo sempre dalla produzione di grandi autori, in modo da poter “insistere” il più possibile sui “fondamentali” della tecnica chitarristica, senza annoiare i propri allievi: maggiore sarà la comprensione della postura e dell’azione delle mani – grazie ad un’opera formativa più diluita nel tempo per mezzo di un numero via via crescente di esercizi -, più immediato, veloce e corretto sarà il passaggio allo step successivo, che prevederà l’apprendimento degli arpeggi e dei primi studi a due parti. In merito a questi ultimi argomenti, ho ritenuto opportuno indicare solo qualche esercizio con varie formule di arpeggio su corde a vuoto, seguito da altri su una semplice successione accordale nelle tonalità di do maggiore e la minore, lasciando ai colleghi insegnanti la scelta su come proseguire lo studio, traendo dal collaudato repertorio classico. Mi si permetta di porgere alcuni doverosi ringraziamenti: in primis al maestro Michelangelo Severi per tutto quello che mi ha dato – e ancora continua a darmi – sia dal punto di vista tecnico-musicale e professionale, che umano; al maestro Stefano Cardi per gli utili suggerimenti di alcuni esercizi inseriti nella presente pubblicazione; quindi a tutti i miei allievi presenti, passati e futuri, per tutto quello che hanno saputo insegnarmi, quali figure determinanti nel loro ruolo di destinatari privilegiati, nonché “cartine di tornasole” al fine di comprendere la validità di quanto proposto. L’Autore Fabiano Merlante, si è diplomato con il massimo dei voti sotto la guida del maestro Michelangelo Severi al Conservatorio “A. Buzzolla” di Adria ed ha conseguito il diploma accademico di II livello in musica da camera presso il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, ottenendo il massimo dei voti e la lode. Oltre a diverse Borse di Studio, ha vinto numerosi Concorsi Nazionali ed Internazionali, sia come solista che in formazioni da camera. Ha inoltre frequentato, Corsi di Perfezionamento tenuti da prestigiosi maestri e musicisti quali Ruggero Chiesa, Julian Bream, Manuel Barrueco e David Russell. Ha effettuato registrazioni per la RAI, per le reti Mediaset, ed ha inciso per le case discografiche Ariston, M.A.P., Niccolò, Rainbow e Tactus. Si occupa di recupero di repertorio ottocentesco come ricercatore di musiche inedite in biblioteche italiane e revisore, pubblicando per case editrici italiane, ed eseguendo concerti con copie di chitarre del primo ‘800, oltre ad altri strumenti antichi quali arciliuto, tiorba e chitarra barocca; è attivo anche nell’ambito contemporaneo collaborando con vari compositori alla stesura, revisione e diteggiatura di musiche per chitarra. Attualmente è titolare della cattedra di chitarra nei corsi di strumento musicale presso la Scuola Media Statale “T. Tasso – M.M. Boiardo” di Ferrara, assistente della cattedra di chitarra al Conservatorio “G.Frescobaldi” di Ferrara, e frequenta il triennio di specializzazione in strumenti antichi a pizzico -sotto la guida di Tiziano Bagnati- al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia.